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10 luoghi curiosi e insoliti della Tuscia

23 novembre 2017

C’è una Tuscia strana, un po’ nascosta, sicuramente incredibile. Una Tuscia al di fuori dei principali flussi turistici e delle località più frequentate. Una Tuscia che devi andarti a cercare, per poi lasciarti stupire come forse non avresti mai immaginato.

Questo territorio, il Viterbese, è ricco di luoghi dell’insolito, a metà tra il misterioso e il dimenticato, tra la meraviglia e la piacevole scoperta. Ne abbiamo selezionati 10 per te, nel pieno spirito delle top ten che vanno per la maggiore sul web e sui social, in modo che anche tu possa condividerli e diffonderli. Questa, però, non è una classifica: i luoghi scelti sono tutti meritevoli di pari attenzione.

Qui si narra di statue misteriose e case storte, di fantini leggendari e villaggi d’altri tempi, di sassi che si muovono e intriganti storie dal passato. Una Tuscia come non l’avresti mai potuta pensare e che invece è lì, in attesa di essere conosciuta e raccontata.

Scopri quali sono questi 10 posti davvero particolari in provincia di Viterbo!

 

Il Sasso Naticarello

sasso naticarello menicante

Datemi un punto d’appoggio e solleverò il mondo“, avrebbe detto Archimede dopo aver scoperto le leggi fisiche della leva. Camminando nella Faggeta del Monte Cimino, recentemente entrata a far parte dei patrimoni dell’umanità UNESCO, puoi sentirti come lui e far credere ai tuoi ignari compagni di viaggio di essere talmente forzuto da far oscillare un enorme masso. Questo che vedi in foto pesa la bellezza di 250 tonnellate, è lungo 8 metri, largo 6 e alto 3: è il Sasso Naticarello di Soriano nel Cimino, noto anche come Sasso Menicante. Ne parlò persino il famoso autore latino Plinio il Vecchio. La caratteristica di questa pietra, quindi, è nota fin dall’antichità. Il masso è in equilibrio su una sporgenza del substrato su cui poggia: è sufficiente un bastone a leva e un punto d’appoggio per farlo tremare. Provare per credere.

 

La Casa Pendente

bomarzo casa pendente storta

Vuoi provare una strana sensazione di smarrimento, entrando semplicemente in una casa? Con un particolare: è storta. Puoi farlo a Bomarzo, nel Parco dei Mostri, nome con cui è conosciuto il Sacro Bosco nato dal sogno di Pierfrancesco II Orsini, detto Vicino. Una delle realizzazioni più straordinarie e misteriose del ‘500 italiano. Tra le incredibili e anche un po’ inquietanti sculture di personaggi mitologici, figure mostruose e animali fantastici che caratterizzano questo luogo, trova posto la Casa Pendente. Si tratta un piccolo edificio costruito volutamente su un masso inclinato, i cui interni hanno una pendenza irregolare, dal momento che il pavimento non è perpendicolare ai muri. Da qui la sensazione di disorientamento. Tieniti forte!

 

Il villaggio di Pinocchio

villaggio pinocchio farnese

Non ci crederai, ma una delle più riuscite ambientazioni di Pinocchio, la favola di Collodi conosciuta in tutto il mondo, è stata quella del piccolo borgo di Farnese. Nel 1972, infatti, fu scelto come set principale dello sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini. Oltre al piccolo Andrea Balestri nella parte del celebre burattino, il cast è pieno di grandi nomi: Nino Manfredi, Gina Lollobrigida, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Vittorio De Sica. Le scene sono state girate soprattutto in una zona, ai limiti dell’abitato, caratterizzata da vecchie casette agricole in tufo, disposte a schiera, oggi purtroppo in gran parte in abbandono. Qui troverai la casa e la bottega di Geppetto e quella di Mastro Ciliegia, la casa dove Pinocchio chiede un pezzo di pane e dalla finestra gli piove invece un gavettone d’acqua e le location di tante altre scene. Se vuoi saperne di più visita il sito www.leavventuredipinocchio.com e guarda questo video!

 

Un giovane di nome Briobris

briobris di vico vetralla

Briobris. Un nome da acqua minerale, più che da persona. Lo daresti mai a tuo figlio? Eppure c’è chi lo ha fatto. Ha radici tedesche e significa “uomo libero” o “guerriero”. Siamo nel Medioevo, un’epoca lontanissima, ma che tanto fascino è ancora in grado di esercitare. Un mondo in realtà rude e violento, tra guerre, lotte tra famiglie, vendette, segreti inconfessabili. Briobris “libero” e “guerriero” lo era davvero e, inoltre, rappresenta l’amore che unisce dopo la morte. Era un figlio naturale del potente Giovanni di Vico. I di Vico, prefetti pontifici nel Viterbese, avevano come simbolo l’aquila ed erano noti per la crudeltà con cui governavano queste terre. Briobris era nato da un amore clandestino di Giovanni con una donna degli Orsini, una casata nemica. Briobris morirà tragicamente a 33 anni. Nel monumento sepolcrale gli stemmi delle due famiglie nemiche, di Vico e Orsini, verranno uniti in un solo emblema. Al di là di ogni odio, divisione, crudeltà. Ti è piaciuta questa storia? Puoi visitare l’opera, realizzata in marmo da Paolo da Gualdo Cattaneo agli inizi del ‘400, nella bella Chiesa di San Francesco a Vetralla, situata presso l’inizio della strada Aurelia bis.

 

La Serpara, il giardino delle sculture

serpara sculture

Sai che nella Tuscia puoi trovare un luogo in cui arte e natura dialogano? Immerso nell’incantevole natura di una vallata della Teverina, nel territorio di Civitella d’Agliano, il giardino di sculture La Serpara è nato nel 1997 dall’intuizione dell’artista svizzero Paul Wiedmer e include opere di scultori di fama internazionale attivi nel tema dell’arte ambientale. La Serpara si presenta con tutta la suggestione tipica dei giardini d’artista, condensando riflessioni sul rapporto tra arte, natura e società che si realizzano attraverso sculture o interventi ambientali. Il successo che La Serpara riscuote in occasione delle periodiche aperture al pubblico e degli eventi qui organizzati lo rende uno dei luoghi più interessanti da visitare nella Tuscia.

 

Picino, un mito del Palio di Siena

picino canepina

Se per caso ti trovi a Siena e a qualche contradaiolo fai il nome di Picino, potresti suscitare addirittura un timore reverenziale. Picino, in dialetto toscano, significa “piccolo”. Ma Picino era il soprannome di Angelo Meloni (1880-1945), originario di Canepina, uno dei fantini più straordinari che si siano mai visti in Piazza del Campo. Così chiamato per via della sua statura non elevata e per l’esordio in un Palio a soli 17 anni, Picino ha dominato a lungo la storica corsa nella prima metà del ‘900. Ha disputato il Palio di Siena 52 volte e ne ha vinti 13, vestendo i colori di più contrade. Il suo paese gli ha reso un doveroso omaggio: a Canepina, nel locale Museo delle Tradizioni Popolari, puoi trovare una sezione a lui dedicata, con le divise, i caschetti e molti altri cimeli appartenuti a Picino.

 

La Piramide di Bomarzo

piramide bomarzo

Ti piacciono i luoghi misteriosi alla Voyager? Eccone uno che fa per te e che nel giro di poco tempo è diventato una delle mete preferite degli escursionisti in Tuscia. La Piramide di Bomarzo, detta anche (con qualche dubbio di natura storica) Piramide Etrusca e situata in località Tacchiolo, non lontano dall’area archeologica di Santa Cecilia, è un grosso masso tufaceo di circa 8 metri per 16 che probabilmente in antichità aveva una funzione rituale. La piramide è in realtà tronca e si tratterebbe di un altare piramidale, percorso da circa 50 gradini. Purtroppo – e sinceramente ci chiediamo il perché – non troverai molte indicazioni turistiche, ma questa è una zona ricchissima di testimonianze del periodo protostorico ed etrusco, tutte da scoprire.

 

Le Saline di Tarquinia

saline tarquinia

Se vai a Tarquinia, dopo aver visitato il Museo Nazionale e la Necropoli etrusca con le famosissime tombe dipinte, avrai anche l’opportunità di vedere un villaggio industriale dell’Ottocento: quello delle Saline, oggi compreso in una riserva naturale di grande interesse faunistico. Non sono molti, nella Tuscia, i siti di archeologia industriale e quindi non disdegnare di fare un salto qui, a pochi passi dal mare. Le Saline di Tarquinia furono volute dallo Stato Pontificio che ne fece iniziare i lavori nel 1802. Qui veniva prodotto il sale per Roma, così come a Ronciglione si lavorava il ferro. Gli impianti conobbero un ulteriore incremento dopo l’Unità d’Italia e nel 1889 venne completato un vero e proprio paese, con le abitazioni per gli addetti e tutte le strutture di servizio e di pubblica utilità. E’ ancora ben visibile l’orologio che scandiva i turni di lavoro.

 

Le pietre lanciate

pietre lanciate bolsena

Ora ascolta questa leggenda. Una divinità arcaica aveva costruito il suo tempio in un luogo sacro vicino al Lago di Bolsena, vietando ai sacerdoti di celebrare riti e sacrifici nei giorni infausti. Ma questi violarono quanto prescritto e la divinità scatenò la sua ira scagliando fulmini sul tempio e sul vicino villaggio. Una giovane coraggiosa, per salvare le persone innocenti, raggiunse il lago per immergervisi e morire, sacrificandosi al dio. Questi, colpito dal sacrificio volontario della giovane, la salvò da un fulmine trasformandolo in pietra. Mosso da compassione, il dio calmò la sua furia e trasformò allora tutti i fulmini in pietre, che si conficcarono nel terreno. Questo è quanto si narra sulle pietre lanciate di Bolsena, situate lungo la Cassia, una strana formazione geologica dovuta all’antica attività vulcanica della zona. Tecnicamente è una colata di lava con fessurazione prismatica colonnare dovuta a contrazione durante il raffreddamento. Ma la leggenda è più bella e facile da ricordare…

 

Un Moai nella Tuscia

moai vitorchiano

Avrai sentito parlare della lontana e misteriosa Isola di Pasqua. I Moai sono le celebri e particolari sculture monolitiche caratteristiche dell’isola, distante circa 15 mila chilometri dall’Italia, in linea d’aria. Ma per ammirarne una realizzata secondo le tecniche originali, non hai bisogno di volare nella sperduta isoletta cilena dell’Oceano Pacifico. Nel 1987, infatti, undici indigeni della famiglia di Juan Atan Paoa hanno scolpito un Moai a Vitorchiano, utilizzando però il peperino locale, che venne modellato con asce e pietre, secondo antichissime procedure artigianali. Alto 6 metri, sulla sua testa c’è il possente pukao, il copricapo scolpito composto da due grossi blocchi di pietra. Il Moai di Vitorchiano, che oggi è collocato presso il belvedere, è stato a lungo l’unico Moai esistente al mondo fuori dell’isola di Pasqua, fino a quando non ne è stato realizzato un altro a Chiuduno, in provincia di Bergamo. Ma quello di Vitorchiano è stato il primo.

Francesco Mecucci