7 beni storici della Tuscia in pericolo nella Lista Rossa di Italia Nostra

8 ottobre 2018

Sono 17 i beni storico-architettonici in pericolo nel Lazio, il cui elenco – la Lista Rossa – è stato diffuso dalla sezione regionale di Italia Nostra, l’associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione. Di questi, 7 si trovano in provincia di Viterbo.

Essi sono la Chiesa di Sant’Orsola a Viterbo, l’ex Ospedale di San Giovanni Decollato-Andosilla e l’Orfanotrofio Stefani-Lepori (già Palazzo Soderini) a Civita Castellana, il Convento di Sant’Agostino a Gallese, la Chiesa di Santa Croce a Nepi, il Palazzo Chigi-Albani a Soriano nel Cimino e l’ex Convento di Sant’Agostino e Palazzo Vescovile a Tuscania.

C’è un Italia in abbandono e l’app La Lista Rossa di Italia Nostra la fotografa e la censisce grazie al contributo di cittadini ed associazioni. Uno strumento moderno scaricabile sul proprio smartphone attraverso la quale segnalare chiese, monumenti, borghi, castelli e palazzi in abbandono. La segnalazione una volta premuto “invia” arriva direttamente via email ad Italia Nostra e verrà poi valutata ed approfondita.

Nasce così La Lista Rossa ovvero un elenco dei beni di pregio da tutelare. Un elenco lungo stilato a livello nazionale. L’applicazione è stata lanciata da Italia Nostra nel 2010, dopo il crollo della Domus dei Gladiatori di Pompei. Oggi il tema del monitoraggio dei beni culturali in pericolo torna alla ribalta dopo un nuovo crollo, quello del tetto della Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma.

Beni in pericolo in provincia di Viterbo

Chiesa di Sant’Orsola – Viterbo
La costruzione della chiesa risale al XII secolo e fu ricostruita nel XVIII. Già adibita ad uso di autorimessa, poi a magazzino e falegnameria, dal 1997 è stata sede dell’associazione culturale Frisigello che provò a raccogliere denaro per restaurarla e che la trasformò in un luogo di eventi culturali. Le precarie condizioni dell’edificio costrinsero alla sua chiusura definitiva. Ha subito il furto di opere d’arte un tempo conservate all’interno. Proprietà del Comune di Viterbo.

 

Ex Ospedale di San Giovanni Decollato-Andosilla – Civita Castellana
Adibita a Scuola Media Statale, già antico Ospedale San Giovanni Decollato-Andosilla del XVI secolo, la struttura è stata abbandonata nel 2000 ed è di proprietà della Regione Lazio. Da quanto si si osserva ad oggi dall’esterno si rilevano (presenza di piante infestanti su vari punti, deformazioni di travi ecc.) alcuni elementi che comprometterebbero la sicurezza e la conservazione del fabbricato e la pubblica incolumità.

Foto: www.ilmessaggero.it

 

Orfanotrofio Stefani-Lepori (già Palazzo Soderini) – Civita Castellana
Proprietà della Diocesi di Civita Castellana è un bel palazzo del XVIII secolo, con graziosi stucchi, archi rampanti e campanile a vela.

 

Convento di Sant’Agostino – Gallese
Complesso monumentale posto nel centro storico di Gallese con un bel giardino e affaccio panoramico risalente al IX-X secolo. Attualmente è utilizzato solo il piano terra come Centro Sociale Anziani. Occorrono opere di recupero e restauro di tutte le parti esterne ed interne, compresi i dipinti murali, per renderlo fruibile ai cittadini.

 

Chiesa di Santa Croce – Nepi
Chiesa dedicata alla Santa Croce risalente al VIII-IX secolo posta sulla Piazza dello Spedale. Nonostante il suo indubbio valore storico-artistico la chiesa è abbandonata. Occorrono opere di consolidamento, rifacimento tetto, recupero e restauro di tutti gli elementi architettonici e storico-artistici

Foto: www.massimosoldatelli.it

 

Palazzo Chigi-Albani – Soriano nel Cimino
Il Palazzo Chigi-Albani e l’adiacente Fonte Papacqua costituiscono un bel complesso architettonico di età rinascimentale caduto nell’abbandono, visitabile solo in particolari occasioni. Proprietà: parte della Provincia di Viterbo e parte del Comune di Soriano nel Cimino.

 

Ex Convento di Sant’Agostino e Palazzo Vescovile – Tuscania
Complesso di origine medievale che ha conosciuto una serie di interventi interessanti nella seconda metà del Quattrocento e sullo scorcio del Seicento. Fu convento agostiniano, quindi seminario diocesano, poi scuola, poi ricetto di rifugiati durante le guerre mondiali. Al suo interno venne ospitata la prima biblioteca pubblica della città. Oggi si trova in stato di abbandono.