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“L’altroieri a Viterbo”, la città che non c’è più nel libro di Vincenzo Ceniti

24 Luglio 2019

Vincenzo Ceniti, esperto di storia e cultura locale, ha riunito in un libro di 180 pagine (Serena Edizioni, 2019, 15 euro), dal titolo L’altroieri a Viterbo, con foto d’epoca e presentazione di Franco Iseppi (presidente Touring Club Italiano), una trentina di articoli scritti negli ultimi decenni e diffusi a più riprese su vari organi di stampa.

Argomenti di tutto un po’ sulla Viterbo dell’altroieri, come recita il titolo, che fanno la storia “mini” della città, salutare rimorchio di quella ufficiale. Da singolari angolazioni si raccontano personaggi indimenticabili, scene di vita quotidiana anche drammatiche (come quelle della guerra), feste popolari, bordelli e osterie, ospiti stellati, profili di amministratori pubblici, partite di pallone in mezzo ai maiali, bagni al mare in spiagge primordiali, incontri al Gran Caffè Schenardi, stagioni liriche in arene improvvisate, la prima volta della “Macchina di Santa Rosa in Via Marconi, ristoranti e hotel pionieristici, i primi spettacoli a Ferento, la gloriosa “I. Garbini & C.i.”, le barberie-salotto eredi del mitico “Mainella”, gli orti di guerra ed altro.

Lettura agile e gradevole da sorbettare lentamente che stimola ai più stagionati ricordi ingialliti e ai giovani curiosità e incredulità per una Viterbo che non c’è più. Infine la copertina, anch’essa ingiallita, con il volto intenso di una bella ragazza anni Trenta, quando le giovani si acconciavano i capelli alla Maruzzella.