Annio da Viterbo

Annio e l’alchimia in un prossimo libro di Edizioni Archeoares

9 Novembre 2017

L’alchimia secondo Annio da Viterbo. In arrivo a breve per Edizioni Archeoares il volume Opera in Alchymia dell’umanista viterbese vissuto nel ‘400, a cura di Bruno Blanco e Luca Salvatelli.

Annio, nome umanistico di Giovanni Nanni (1437-1502), frate domenicano, erudito e teologo, è noto soprattutto le sue falsificazioni storico-archeologiche, raccolte nei 17 volumi delle Antiquitatum Variarum e corredate da falsi reperti epigrafici di cui aveva simulato il rinvenimento in finti scavi (alcuni di essi sono tuttora conservati nel Museo Civico di Viterbo).

Attraverso queste opere, che contengono scritti da lui attribuiti ad autori molto antichi, Annio creò improbabili leggende alle origini di Viterbo, tra cui quella dei quattro castelli etruschi – Fanum, Arbanum, Vetulonia e Longula – dalla cui unione sarebbe nata la città, simboleggiata dall’acronimo FAVL. Annio, figura molto stimata dai papi Sisto IV e Alessandro VI (quest’ultimo lo nominò Maestro del Sacro Palazzo Apostolico nel 1499), riuscì agli inizi a riscuotere grande credito, come dimostrano le numerose edizioni a stampa, non solo in latino ma anche in volgare, della sua opera.

Meno conosciuti sono i suoi interessi nell’ambito dell’alchimia, l’antico sistema filosofico esoterico che si espresse attraverso il linguaggio di svariate discipline come la chimica, la fisica, l’astrologia, la metallurgia e la medicina lasciando numerose tracce nella storia dell’arte. Il pensiero alchemico è altresì considerato da molti il precursore della chimica moderna prima della nascita del metodo scientifico.

L’edizione del trattato sull’alchimia di Annio da Viterbo contribuirà a far conoscere aspetti inediti di questo particolare personaggio che fa parte della storia religiosa e culturale della città.