bandiere arancioni

Qualità turistico-ambientale: le 7 “Bandiere Arancioni” della Tuscia

18 Dicembre 2017

Sono 7 i paesi della provincia di Viterbo a fregiarsi della Bandiera Arancione, l’importante marchio di qualità turistico-ambientale assegnato dal Touring Club Italiano.

Dal 1998 il TCI seleziona e certifica con la Bandiera Arancione i piccoli borghi eccellenti dell’entroterra (non superiori a 15 mila abitanti e privi di tratti costieri marini), nell’ambito della promozione di uno sviluppo turistico sostenibile, dove la tutela del territorio e del patrimonio storico, culturale e ambientale è connessa all’autenticità dell’esperienza di viaggio. La Bandiera Arancione, infatti, viene assegnata non solo ai centri che godono di un patrimonio di pregio, ma che sanno anche offrire al turista un’accoglienza di qualità.

I vantaggi delle Bandiere Arancioni

Se un Comune vuole candidarsi a diventare Bandiera Arancione, sul sito www.bandierearancioni.it sono disponibili il regolamento completo e tutti i moduli necessari. La Bandiera Arancione, infatti, è a sua volta uno strumento di valorizzazione, attraverso cui entrare in una rete per condividere esperienze di eccellenza e per creare sinergie territoriali.

Inoltre, secondo i dati forniti dal Touring Club Italiano, in media dall’anno di assegnazione del marchio nei comuni certificati, si è registrato un aumento dell’80% dell’offerta ricettiva, dell’83% di strutture, del 65% di posti letto e del 141% di esercizi extra-alberghieri, a fronte di un aumento del 43% degli arrivi e del 36% di presenze. Nel 79% dei comuni è stato istituito almeno un nuovo servizio turistico, nell’81% si è aperto uno e più esercizi commerciali e nel 79% una nuova struttura ristorativa.

In tutta Italia sono presenti attualmente 227 borghi riconosciuti come Bandiera Arancione, di cui 19 nel Lazio. Ecco i 7 della provincia di Viterbo, con la motivazione ufficiale per cui il TCI li ha insigniti del marchio, invitando turisti e residenti a verificarne e giudicarne l’effettiva veridicità di quanto sostenuto.

Bolsena

bolsena

Bolsena dà il nome al più grande lago di origine vulcanica di tutta Europa, fu potente città etrusca conquistata dai romani (Volsinii Novi) ed è nota come la città del Miracolo Eucaristico del Corpus Domini, avvenuto nel 1263 nella Basilica di Santa Cristina, dove tra l’altro è possibile visitare un interessante sistema di catacombe. Altri luoghi di interesse il Castello Monaldeschi, sede del Museo Territoriale del Lago di Bolsena e dell’Acquario Provinciale, e il rinascimentale Palazzo del Drago, risalente alla metà del ‘500 e l’area archeologica di Poggio Moscini. A Bolsena la gastronomia è ricchissima di gustosi piatti, soprattutto a base di pesce di lago: il più conosciuto è il coregone alla griglia o bollito con salsa.

La località – questa la motivazione del Touring Club – si distingue per l’efficiente servizio di informazioni turistiche, sia grazie all’apposito ufficio, ben fornito, sia grazie al sito web dedicato e orientato al visitatore. Immerso in un contesto naturalistico di notevole pregio, il paese vanta anche numerosi attrattori storico-culturali di rilievo e ben conservati. Le strutture ricettive e ristorative sono numerose e variegate per soddisfare target diversi di visitatori“.

Bomarzo

bomarzo

Bomarzo non è solo il Sacro Bosco, noto anche come Parco dei Mostri, ma anche un gioiello medievale ben conservato, con elementi archeologici e architettonici di notevole bellezza, tra cui Palazzo Orsini, edificio rinascimentale costruito nel XVI secolo, e il Duomo che conserva il corpo del patrono Sant’Anselmo.

L’area – secondo la motivazione del TCI – si distingue per fattori d’attrattiva rilevanti come il centro storico caratteristico, pulito e ben curato, e il Parco dei Mostri, realizzato dal letterato e condottiero Vicino Orsini e aperto al pubblico tutto l’anno. Il parco nacque nel 1552 come ‘villa delle meraviglie’ per essere un’opera unica al mondo. Si tratta di un insieme di giardini con sculture ed edifici, soggetti alle più svariate interpretazioni; qui, in un’atmosfera suggestiva ed evocativa tra fantasia e mitologia, passeggiando si incontrano animali leggendari e personaggi onirici“.

Calcata

Calcata è un piccolo borgo che ha saputo nel tempo conservare il suo patrimonio culturale e naturale. Sorge su una rupe tufacea in un’area di lussureggiante vegetazione e ricca di fauna. Prima dell’ultima guerra, il borgo iniziò ad essere abbandonato a causa dei crolli della rupe tufacea, così nacque a 2 chilometri di distanza il paese nuovo. Ma Calcata non cessò di vivere, anzi, si popolò di artisti che cercavano un luogo tranquillo dove abitare. Le case di tufo rosso di Calcata vecchia furono perciò popolate da intellettuali, scrittori e artigiani che portarono nuova vitalità e conferirono al luogo una sorta di spirito bohémien.

“La località – spiega il Touring Club – offre al visitatore un punto informativo del centro visite ben visibile e accogliente che facilita quindi l’ingresso in questo centro vivace e artistico. Il piccolo borgo incanta il visitatore soprattutto per l’atmosfera tipica che si respira passeggiando tra le strette vie del centro. Il Comune e lo splendido paesaggio circostante sono parte del Parco Naturalistico Valle del Treja, costellato da tracce di presenza etrusca e romana, con una densa vegetazione e una variegata fauna“.

Caprarola

palazzo farnese caprarola

Palazzo Farnese – si legge nel sito delle Bandiere Arancioni TCI – non è solo il simbolo di Caprarola, ma anche la sua essenza. La presenza del grandioso palazzo, scenografica mole cinquecentesca a forma pentagonale, ha condizionato il destino della cittadina viterbese, modificandone storia, cultura e aspetto. Erano gli inizi del XVI secolo quando la potente famiglia Farnese di Parma decise di acquistare Caprarola, includendola nei suoi feudi, ma soltanto a partire dal 1556 il secondo cardinale Alessandro decise di utilizzarla come residenza estiva. Per riprogettare l’edificio fu scelto Jacopo Barozzi, detto il Vignola, Per rendere visibile il palazzo da lontano, con effetto dominante sul resto dell’abitato, decise di creare un lungo cannocchiale prospettico, trasformando l’assetto urbanistico di Caprarola“.

Tra le motivazioni del marchio Bandiera Arancione, “Palazzo Farnese, ottimamente conservato e fruibile, e la buona promozione degli eventi e delle manifestazioni in programma“.

Sutri

Foto: ValerioMei / Shutterstock.com

Sutri, sulla strada Cassia, ha origini etrusche e vanta uno dei più grandiosi monumenti antichi dell’intera regione: l’anfiteatro, compreso insieme ad altre aree archeologiche nel Parco Regionale Antichissima Città di Sutri. La città ebbe importanza anche nel medioevo: la Donazione di Sutri nel 728 sancì l’origine del potere temporale dei papi, con la cessione effettuata dal re longobardo Liutprando a Gregorio II di alcuni castelli del Ducato romano importanti per la difesa di Roma, il maggiore dei quali era quello di Sutri.

La località – questa è la motivazione dell’inserimento di Sutri tra le Bandiere Arancioni – è immersa in un contesto naturalistico di grande pregio (Parco Regionale Antichissima Città di Sutri) e presenta numerosi attrattori storico-culturali di rilievo, valorizzati anche attraverso efficienti pannelli informativi. Buona e variegata è l’offerta ricettiva e ristorativa, come anche ricco si presenta il calendario delle manifestazioni e degli eventi proposto dall’amministrazione comunale“.

Tuscania

tuscania

La località si distingue per l’offerta di numerosi attrattori di forte interesse storico-culturale (le Basiliche di San Pietro e di Santa Maria Maggiore) e archeologico (Museo Archeologico) e la buona offerta ricettiva e ristorativa. Altro elemento distintivo è l’ottima omogeneità, armonia e manutenzione del centro storico e delle strade“: Tuscania è uno dei più bei paesaggi della Tuscia viterbese, l’antica Etruria meridionale, quello che si gode dalle mura medievali di Tuscania, città d’arte della provincia di Viterbo, circondata da una dolce e intatta campagna, per gran parte tutelata come riserva naturale.

Il centro storico di Tuscania, cinto da mura, è ricco di antichi palazzi e chiese e scorci interessanti. Il bellissimo Parco Torre di Lavello si affaccia sul colle di San Pietro, luogo dell’antica acropoli, con l’omonima basilica, gioiello dell’arte romanica italiana.

Vitorchiano

vitorchiano

Situato a pochi chilometri dal capoluogo Viterbo, il Comune di Vitorchiano è caratterizzato da un antico legame con Roma, di cui fu una fedelissima alleata di Roma. E i Fedeli di Vitorchiano sono tuttora la guardia ufficiale del Campidoglio e non è rara la loro partecipazione, in costume storico, a importanti manifestazioni nella capitale. Sullo stemma comunale compare la scritta SPQR ed è frequente anche la lupa romana su porte e finestre del paese.

Vitorchiano si colloca in spettacolare la sua posizione, sopra un banco di tufo all’incrocio di due corsi d’acqua che scorrono in profonde gole, con case alte e strette, spesso fornite di una scala esterna quasi in bilico sulla roccia. La miglior passeggiata si può fare nel quartiere medievale, uno dei più interessanti del Viterbese, racchiuso tra mura merlate presidiate da torrioni trecenteschi. Passegiando tra le strette vie si raggiunge la piazzetta del Palazzo comunale e della casa del Podestà, con al centro una raffinata fontana “a fuso” decorata con i simboli degli Evangelisti.

Ecco la motivazione di Bandiera Arancione: “Il borgo medievale si presenta omogeneo e ben conservato, racchiuso all’interno di mura intatte e circondato da un contesto naturalistico di rilevante interesse. Presso gli attrattori storico-culturali, è presente una segnaletica di informazione esteticamente gradevole e di basso impatto visivo“.