Conclusa l’indagine archeologica sul porto di Vulci

19 Settembre 2018

Si è conclusa venerdì 21 settembre 2018 le ricerche archeologiche sul campo per l’anno 2018, effettuate sul porto dell’antica città di Vulci.

La campagna si è svolta in in collaborazione con l’Università di Londra (professoressa Corinna Riva), la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale (Simona Carosi), il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci (Carlo Casi) e il Comune di Montalto di Castro.

L’indagine tende a ricostruire urbanisticamente il rapporto dell’antica città di Vulci con il suo principale scalo portuale di Regisvilla, presso l’attuale località Le Murelle. A tal fine si stanno analizzando e facendo le verifiche per comprendere l’effettiva navigabilità del fiume Fiora e le caratteristiche nel sistema degli insediamenti e degli approdi nella fascia costiera lagunare.

«Il progetto è molto ambizioso – spiega il direttore scientifico di Fondazione Vulci, Carlo Casi – in quanto cercherà di mettere a confronto la situazione produttiva e commerciale di Vulci tra il IX e il III secolo a.C. con gli altri principali porti del Mediterraneo, tra i quali quello di recente scoperta sull’isola di Tavolara in Sardegna, quello di Naukrati in Egitto e di Akanthos in Grecia». La ripresa delle ricerche sul campo è prevista per la primavera 2019.

«L’importante indagine degli antichi porti etruschi, come quello di Regisvilla – dichiara l’assessore alla cultura Silvia Nardi – è da tempo all’attenzione della nostra amministrazione come ulteriore strumento di sviluppo e crescita del nostro territorio. Si tratta di programmi chiaramente ambiziosi che avranno bisogno di importanti investimenti non solo da parte del nostro comune ma anche e soprattutto dalla Regione e dalla Comunità Europea. Per questo la Fondazione Vulci, la Soprintendenza e l’università di Londra stanno lavorando ad una progettazione condivisa».