Crocifissione di Viterbo, gli esiti delle nuove indagini

15 luglio 2017

Nell’ambito dell’incontro La Crocifissione di Viterbo: il volto cancellato, tenutosi lo scorso 11 luglio 2017 presso il Palazzo del Drago 2017, parte della serie di iniziative promosse da Egidio17 nell’ambito di On, sono state presentate le risultanze delle ultime indagini effettuate in collaborazione con il Laboratorio di Diagnostica e Scienza dei Materiali del DEIM – Università della Tuscia e Archeoares.

In particolare, gli esami sono stati realizzati sottoponendo la tavoletta al microscopio 3D e, successivamente, ad una indagine radiografica. L’analisi dei dati ha permesso di sottolineare due fenomeni. La scansione 3d della pellicola pittorica mostra alterazioni della superficie sia in corrispondenza della figura della Maddalena sia nell’area occupata dal volto del Cristo. La radiografia ha mostrato che l’area corrispondente all’attuale volto del Cristo è stata abrasa fino all’imprimitura.

La sintesi dei risultati attesta due dati acquisiti:
1. La figura della Maddalena è il risultato di un’aggiunta posticcia;
2. L’area occupata attualmente dal volto del Cristo è stata rimossa e integralmente ridipinta.

La professoressa Claudia Pelosi del DEIM, dunque, dichiara che “è altamente ragionevole supporre che gli interventi sulla Maddalena e il volto del Cristo siano complementari e funzionali a rendere la crocifissione coerente con i dettami estetici della Controriforma. In ultimo, per quel che attiene all’individuazione dell’autore del suddetto dipinto, possiamo concludere che l’opera attuale sia esito dell’intervento di almeno due autori differenti.”

Lo storico dell’arte Antonio Rocca ha proposto, poi, una ulteriore suggestione: “Anche in virtù della collaborazione con Maria Forcellino, tra i più grandi studiosi dell’ultimo Michelangelo, mi sembra plausibile l’ipotesi che l’alterazione della stesura originaria – inserimento della Maddalena e integrale ridipintura del volto del Cristo – siano conseguenti al decreto emanato da Paolo IV Carafa nel 1556, termine che possiamo assumere come ante quem per la Crocifissione”.

Nel quadro degli studi michelangioleschi, venerdì 14 luglio Archeoares ha portato a Viterbo anche un altro protagonista degli studi sul Buonarroti quale Marco Bussagli che, muovendo da una considerazione sulla rappresentazione dei denti nelle opere di Michelangelo, ha aperto inedite prospettive sullo studio del maestro.