castello del poggio guardea tr

Giornate FAI di Primavera, aperto il Castello del Poggio a Guardea


data: 23 e 24 marzo 2019

luogo: Castello del Poggio (Via Poggio Vecchio 27), Guardea Tr

orario: sabato 14.00-17.30 / domenica 10.00-17.30

Sabato 23 e domenica 24 marzo 2019 ventisettesima edizione per le Giornate FAI di Primavera, l’evento nazionale del Fondo Ambiente Italiano in cui sono aperti al pubblico oltre 1100 siti di interesse storico, artistico, archeologico, culturale, naturalistico in 430 località del Bel Paese. 

A Guardea, in provincia di Terni, a cura del Gruppo FAI Giovani sarà aperto il Castello del Poggio, una cittadella fortificata di arte e cultura. Da avamposto difensivo sulla valle del Tevere a centro culturale internazionale: il Castello del Poggio è posto sulla sommità della collina che sovrasta l’attuale Guardea. Fu edificato nella prima metà dell’XI secolo con funzione di difesa su una preesistente rocca altomedioevale.

Composto di più recinti fortificati intorno al nucleo centrale, ha subito un importante intervento nel XVI secolo che ne ha ingentilito le forme. Illustri personaggi hanno attraversato le sue antiche mura: da Federico I Barbarossa a Carlo V, Cesare e Lucrezia Borgia, Filiberto di Savoia, Olimpia Pamphili e Galileo Galilei. Dopo i primi interventi novecenteschi di ripristino, dovuti all’attore americano Jimmy Savo e a sua moglie, l’ultimo significativo restauro si deve agli attuali proprietari che ne hanno fatto la sede di un Centro di Coscienza Planetaria del prestigioso Club di Budapest.

Questo l’orario di apertura: sabato 23 marzo ore 14:00 – 17:30 (ultimo ingresso 17:30); domenica 24 marzo ore 10:00 – 17:30 (ultimo ingresso 17:30). Dalle ore 16.30 alle ore 17.30, ingresso riservato agli iscritti FAI. In caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell’orario di chiusura indicato. Non è consentito l’ingresso ai cani. Percorsi articolati fra giardino e corti da seguire con calzature comode e minori sotto il controllo dei genitori. Le visite sono a contributo libero. Il contributo minimo suggerito è di 3 euro.

Visite guidate a cura degli “apprendisti ciceroni” del Liceo “F. Angeloni” di Terni.

Le Giornate FAI di Primavera a Guardea hanno il patrocinio e il sostegno della Regione dell’Umbria e del Comune di Guardea.



tel:

e-mail:

web: www.giornatefai.it










Strutture Vicine

osteria-del-grillo Image

[18 km] Osteria del Grillo

L’ Osteria del Grillo, recentemente rinnovata nell’offerta enogastronomica e organizzativa, occupa storicamente a Orvieto una posizione di valore, grazie a un’ attività di ristorazione nata durante gli anni ’40.

trattoria-la-quercia-matta Image

[20 km] Trattoria La Quercia Matta

Un’atmosfera calda e accogliente resa ancor più suggestiva dalla quercia ultracentenaria che si erge al centro del giardino.

pub-al-55 Image

[21 km] Pub al 55

Nel caratteristico borgo di Acquasparta, proprio al numero 55 di via Colonna, c’è un locale accogliente, familiare e con ottima birra!



Da vedere

muvis-museo-del-vino-delle-scienze-agroalimentari Image

[8 km] MUVIS - Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari

Il MUVIS – Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari è inserito all’interno del vasto ed articolato complesso produttivo dei Conti Vaselli, situato nel cuore del borgo di Castiglione in Teverina, ovvero nella grande cantina distribuita su 6 piani (1° piano, piano terra e 4 piani sotterranei), non più in uso, che ha richiesto un esteso intervento di recupero edilizio.

teatro-mancinelli-orvieto Image

[18 km] Teatro Mancinelli

Un percorso tra arte, storia e cultura alla scoperta dei segreti di un teatro ottocentesco. Il Teatro Mancinelli di Orvieto. Le porte del teatro sono aperte a tutti quei turisti e cittadini che, apprezzandolo come sede di programmazioni teatrali, sono desiderosi di conoscerne anche il profilo storico e artistico.

orvieto-underground Image

[18 km] Orvieto Underground

Un dedalo di grotte ipogee è nascosto nell’oscurità silenziosa della rupe di Orvieto. La particolare natura geologica del masso su cui sorge la città ha consentito agli abitanti, nel corso di tremila anni, di scavare un incredibile numero di cavità che si estendono, si accavallano, si intersecano al di sotto del tessuto urbano.