“Kataghèion/gattabuia”, dalle prigioni del pensiero all’arte ritrovata


data: dal 3 al 19 agosto 2018

luogo: Ex Carceri Papaline (Piazzale Urbano V), Montefiascone Vt

orario: 17.30-22.30

Il 3 agosto 2018 alle ore 19.00 l’Associazione Arte e Benessere di Bomarzo presenta, presso gli spazi delle ex Carceri Papaline alla Rocca dei Papi di Montefiascone, la mostra collettiva Kataghèion/gattabuia. Dalle prigioni del pensiero all’arte ritrovata, a cura di Salvatore Enrico Anselmi e con le opere di Massimo De Angelis, Evandro Muti, Luigi Riccioni, Maria Grazia Tata, Mara van Wees, Maria-Jadwiga Wòjcik. La mostra resterà aperta fino al 19 agosto tutti i giorni dalle 17.30 alle 22.30.

Il progetto si avvale del patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Montefiascone e di Fidapa Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari – Viterbo. Il termine greco kataghèion è ritenuto all’origine dell’espressione gergale gattabuia che, con ludica ironia, ben si attaglia a ricordare l’originaria funzione del complesso architettonico delle ex prigioni della rocca papale di Montefiascone. Da qui la sua scelta per individuare nel titolo e nelle note esplicative del sottotitolo il carattere di questa collettiva. La prigionia del pensiero omologato e ricondotto al costume dominante collide con le forme libere dell’espressione individuale. Le forme del pensiero unico opprimono la civiltà costruita dalla libera affermazione dei principi etici e umani.  L’arte è per sua natura espressione dell’originale, incontenibile fuoriuscita dal sé razionale, promanazione dell’intuito, codificata pulsione verso le variegate morfologie dell’atto di creazione.

Kataghèion/gattabuia non vuole essere soltanto una collettiva d’arte contemporanea ma un progetto culturale venato di valori etici. L’arte, ritrovata nella sua valenza comunicativa va intesa, dunque, come metafora di vita, condizione di incontro e condivisione, decodifica delle strade da intraprendere, intuizione degli itinerari percorribili secondo raccordi di cooperazione umana e culturale.

Massimo De Angelis declina in forme polimateriche, che si avvalgono di interventi pittorici e simulano l’oggetto d’arte, l’assunto della sovrapposizione, della compresenza simultanea, della corrispondenza di lessemi e di strumenti linguistici coniugati in direzione della coerenza modulata. Progetta spazi occlusivi, ideali ambiti circoscritti, recessi mentali che si reificano in non-luoghi e in spazi di prigionia dello spirito dai quali la presenza dell’uomo, monolite che campeggia quasi totemico, tenta di affrancarsi.

Evandro Muti rinserra la sua produzione grafica all’interno di una condizione ossessiva, reiterata in ripetizioni continuative, modulate in varianti e variabili controllate. Dalla serialità di matrice optical ricava il senso del modulo acquisito e impiegato come unità costruttiva, tuttavia attraverso l’espunzione del colore allo scopo di raggiungere esiti grafici, ora più netti, ora più rarefatti.

Luigi Riccioni è nato a Viterbo dove vive. Si dedica alla pitto-scultura e alla grafica. Disegna figure antropomorfe con una forte intenzionalità emblematica, evidenziata, a volte esplicitamente, in complesse immagini come teste in cemento e vetro, in silhouettes di forme umane proiettate su espressionistici fondali in legno o, graffiate su carta, disarticolate nella proiezione attraverso lo spazio. La monocromia generalizzata evidenzia le finalità plastiche della sua ricerca.

Maria Grazia Tata ha svolto attività professionale come architetto, per diversi anni, nel suo studio a Roma, dedicandosi anche alla pittura. Nel 2009 si è trasferita a Soriano nel Cimino, lavora in un fienile laboratorio, in campagna, dove svolge la sua ricerca legata alla natura. Ha esposto, in Italia e all’estero in gallerie, teatri, manifestazioni culturali e in numerosi luoghi storici dove le sue opere, dialogando con preesistenze e reperti archeologici, creano un filo di continuità fra natura e tempo.

Mara van Wees è nata in Olanda, dove ha studiato all’Accademia Belle Arti e si è avvicinata alla ceramica scultorea, che ha ripreso negli anni ‘90 dopo aver lavorato come designer in vari campi artistici. Nel plasmare l’argilla ritrova l’emozione per una ricerca continua. Le sue opere propongono una composizione e bilanciamento tra volumi asimmetrici. Ha partecipato a varie mostre istituzionali e predilige quelle site-specific, dove si evince un confronto tra artisti sullo stesso tema. Nel 2015 ha vinto un bando del Segretariato Regionale MIBACT-Puglia per una residenza d’artista a Grottaglie, esperienza che ha rafforzato la sua passione per la ceramica. Attualmente vive e lavora in Maremma.

Maria-Jadwiga Wòjcik è nata a Wrocław (Polonia). Nel 1972 ha vinto una borsa di studio per l’Italia e si è iscritta all'Accademia di Belle Arti di Roma – Corso di Scultura. Nel 1976 ha conseguito il Diploma di Scultura e nel 1978 di Scenografia. Nel 1982 ha eseguito lavori al Teatro dell’Opera di Roma (Sezione Scenografia). Ha esposto in Italia e all'estero. Hanno detto e scritto di lei gli artisti: Man Ray, G. De Chirico, F. Cannilla, U. Mastroianni, T. Scialoja; i critici: S.E. Anselmi, G. Cannilla, E. Crispolti, G. Dalla Chiesa, M. De Candia, F. Di Castro, P. Ferri, L. Mango, I. Mussa, R. Nicolino, G. Salerno, C. Piccioni, L. Reghini di Pontremoli, M.S. Suarez, S. Santacaterina, G. Semerano, G.A. Semerano, Z. Tentella.

 

Nella foto: Mara van Wees _ Convivenza Stretta, argilla refrattaria rossa 1100°, due elementi, cm 50x60x50 circa



tel: 0761924644

e-mail: ascult.bomarzo@hotmail.it

web: https://artebenesserebomarzo.wordpress.com










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