Alfredo Pirri, bozzetto per Lanterna Termale, ex Terme Inps, 2017 (2)

“Lo spazio del cielo”, si inaugurano tre delle quattro opere del progetto


data: 12 luglio 2019

luogo: Area lancio deltaplani Poggio Nibbio, Caprarola Vt

orario: 17.00

Venerdì 12 luglio 2019 verranno inaugurate tre delle quattro opere previste dal progetto Lo spazio del cielo realizzato da CoopCulture e diretto da Arci Viterbo con la cura di Marco Trulli.

Lo spazio del cielo è un progetto di arte contemporanea sul cammino della Via Francigena nel tratto compreso tra Viterbo, Vetralla e Caprarola, risultato tra i 7 progetti selezionati dalla Regione Lazio nell’ambito dell’avviso pubblico Arte sui Cammini.

Il programma prevede la visita alle opere di Matteo Nasini a Caprarola (Campo Sintonico), Elena Mazzi a Vetralla (300.000 anni in 344 centimetri) e Alfredo Pirri a Viterbo (Lanterna termale).

La visita inizierà alle 17.00 all’area di lancio deltaplani in località Poggio Nibbio (Caprarola) con l’opera di Matteo Nasini, proseguirà alle 18.30 a Fossato Callo, in Strada Foro Cassio, a Vetralla, con l’opera di Elena Mazzi e finirà alle ex Terme INPS di Viterbo (Strada Bagni) alle 20.00 con l’opera di Alfredo Pirri.

È possibile prenotare una navetta, che effettuerà il percorso, telefonando all’Ufficio Turistico di Viterbo al numero 0761.226427. La navetta partirà alle 16.30 dal parcheggio di Valle Faul.

Il progetto

Il titolo del progetto deriva dalla radice del termine contemplazione ovvero dal latino cum templum (nel mezzo dello spazio del cielo). Si tratta dello spazio identificato dal lituo degli aùguri, uno spazio tracciato che veniva suddiviso poi in regioni faste e nefaste allo scopo di trarne presagi dal volo degli uccelli e riprodotto sul terreno per identificare dei luoghi dove compiere sacrifici per gli dei. Dunque, il templum è la geografia sacra che, proprio nel territorio dell’antica Etruria, ha suggerito l’identificazione delle prime aree in cui fondare i luoghi di culto. Le opere, lungo un percorso ad anello intorno alla caldera del lago di Vico, orientano il passo, illuminano il percorso come lanterne, risuonano nel paesaggio, sono stazioni che segnano sempre un confine, l’arrivo in un centro abitato, il varco di un limite, l’inizio di una nuova fase del cammino.

Il percorso parte dalla zona termale di Viterbo, dove Alfredo Pirri ha individuato nella guardiola delle Ex Terme Inps, complesso che da anni versa in stato di abbandono, la possibilità di definire un segno tangibile per il camminatore in procinto di arrivare a Viterbo. Trasformare questa piccola costruzione, un casotto di pochi metri quadri, in una lanterna accesa. “Adesso la palazzina sta lì, spazio vuoto e abbandonato a controllare una confluenza di strade, cerniera simbolica fra pubblico e privato, campagna e città. È lì come una sentinella immobile, invecchiata e stanca che attende il cambio. La palazzina può diventare una scultura. Una lanterna luminosa dalla forma solitaria e solida. Brillante di notte, come un faro che orienta i passanti e che di giorno torna muta con occhi e bocca tappati dal fremito di ali di uccelli in transito” (Alfredo Pirri).

A Vetralla l’intervento artistico di Elena Mazzi si inserisce all’interno dell’area naturalistica di Fossato Callo, nei pressi del Foro Cassio, nella quale è in corso di realizzazione la sistemazione paesaggistica e il recupero dei lavatoi in peperino. 300.000 anni in 344 centimetri, scultura di Elena Mazzi, realizzata in collaborazione con Regula Zwicky, è una lunga lastra di peperino elevata tramite un piedistallo in corten all’altezza della mano, sulla quale è scolpita una sorta di mappa sensibile delle diverse lave dell’eruzione vulcanica del vulcano vicano, presenti nell’area di Vetralla.

I camminatori toccheranno la pietra, ripetendo il gesto di devozione dei pellegrini verso le icone sacre e la scultura si modificherà nel tempo. Infine il Campo sintonico di Matteo Nasini, posizionati nei pressi dell’area di lancio dei deltaplani all’interno della Riserva del Lago di Vico, intercettano i venti e producono un canto del paesaggio, un’armonia naturale che amplifica le suggestioni del paesaggio. In merito al progetto, l’artista afferma: «Penso di creare un spazio d’ascolto posizionando quattro sculture a misura d’uomo a delimitare un perimetro acustico in cui ci si possa astrarre nell’ascolto di queste sonorità impostate dall’uomo ma generate dagli elementi».



tel:

e-mail:

web: www.regione.lazio.it/rl/arte-sui-cammini/










Strutture Vicine

totos-pub Image

[8 km] Toto's Pub

Il Toto’s Pub nasce nel 1989 con l’obiettivo di soddisfare le esigenze di tutti coloro che, dopo una giornata di lavoro, desiderano uscire per trovarsi in un ambiente accogliente e familiarizzante, bere e mangiare bene, incontrare volti nuovi.

ristorante-biccaba Image

[9 km] Ristorante Biccabà

Locale dal design impeccabile, essenziale e moderno, situato nel Centro Commerciale CineTuscia Village di Vitorchiano.

ristorante-il-molino Image

[9 km] Ristorante Il Molino

Nel centro storico di Viterbo, ai piedi del Palazzo Papale e a pochi passi dal celebre quartiere medioevale, Il Molino ti offre una vasta gamma di antipasti di terra della cucina tradizionale: bruschette, mix di affettati e formaggi, fritti misti e un’ottima mozzarella di bufala.



Da vedere

viterbo-sotterranea Image

[8 km] Viterbo Sotterranea

Viterbo Sotterranea è composta da un reticolo di gallerie che si estendono sotto il centro storico e conducono fin oltre la cinta muraria. Per ora l’unico tratto percorribile si snoda per circa 250 metri disposti su due livelli sotto Piazza della Morte, rispettivamente a 3 e 10 metri di profondità.

museo-del-sodalizio-facchini-santa-rosa-viterbo Image

[8 km] Museo del Sodalizio Facchini di Santa Rosa

Il Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa è stato istituito a Viterbo nel 1994. È ospitato presso la sede del Sodalizio in un edificio medievale al centro del caratteristico quartiere San Pellegrino.

basilica-san-francesco-alla-rocca Image

[9 km] Basilica di San Francesco alla Rocca

La Basilica di San Francesco alla Rocca è una delle più importanti chiese di Viterbo, all’interno del quale si trovano i sepolcri di due papi, Clemente IV e Adriano V. Proprietà del Ministero dei Beni e Attività Culturali e Turismo, dal dicembre 2014 è gestita dal Polo Museale del Lazio.