Girolamo Fabrizio, il vanto di Acquapendente

11 Maggio 2018

La sua statua troneggia sulla piazza principale di Acquapendente, a lui dedicata. Una piazza di Roma porta il suo nome, a due passi dal Policlinico, e non potrebbe essere altrimenti. Perché Girolamo Fabrizio, vissuto dal 1533 al 1619, è stato uno dei maggiori anatomisti e chirurghi italiani, in un’epoca in cui la scienza e la medicina non erano certo quelle di oggi.

Il suo nome reale era Girolamo Fabrici (o Fabrizi), aveva una nobile ascendenza e veniva chiamato anche “l’Acquapendente”, perché era nato proprio nella cittadina dell’Alta Tuscia. C’è incertezza sulla sua data di nascita, che alcune fonti attestano al 20 maggio 1533. Un giorno che, ad Acquapendente, ricade nel periodo della festa della Madonna del Fiore, in cui vengono realizzati i Pugnaloni, gli artistici mosaici di fiori e foglie che costituiscono una delle più belle tradizioni storiche e popolari del territorio.

Il nome di Girolamo Fabrizio è legato soprattutto all’Università di Padova, fondata nel 1222, una delle più antiche al mondo. Nel prestigioso ateneo compì i suoi studi, raggiungendo la città veneta a soli diciassette anni, sotto la protezione di alcune nobili famiglie locali. Allievo di Gabriele Falloppio, si laureò dottore in filosofia e medicina nel 1559, succedendogli come professore di anatomia e chirurgia nel 1565. Manterrà tale cattedra per cinquant’anni, durante i quali accumulerà onori e ricchezze, affermandosi come uno dei più eminenti chirurghi e anatomisti dell’epoca.

Il Teatro Anatomico di Padova

Nell’Università di Padova c’è il Teatro Anatomico, inaugurato nel 1594 e tuttora visitabile all’interno di Palazzo del Bo. Ebbene, tanto per farsi un’idea della sua importanza, fu proprio Girolamo Fabrizio a volere questo gioiello, che rimase in uso fino al 1872. Si tratta della più antica struttura permanente al mondo per l’insegnamento dell’anatomia, in cui venivano date pubbliche dimostrazioni di dissezioni di corpi umani. Il tavolo centrale, dove di fatto veniva effettuata quella che oggi si chiamerebbe autopsia, è circondato da sei giri di palchi in noce intagliato, perfettamente restaurati e conservati.

Come detto, siamo in una fase assolutamente pionieristica della medicina e, prima della realizzazione di questa struttura, le lezioni venivano svolte all’aperto, per attenuare l’odore dei cadaveri. E anche una volta costruito il teatro, originariamente l’ambiente era provvisto di un tetto mobile che consentisse la fuoriuscita dei cattivi odori generati dalle operazioni.

Girolamo Fabrizio era un bravo insegnante? Sembra proprio di no. Viene descritto – soprattutto dagli studenti tedeschi – come scontroso, ritardatario, disinteressato e anche difficile da ascoltare, perché una cronica sofferenza alla laringe lo costringeva a parlare a bassa voce (no, gli amplificatori non erano ancora stati inventati…). Per tale motivo, Girolamo Fabrizio non ebbe un buon rapporto con un suo ex allievo, Giulio Cesare Casseri, che invece era molto amato dalla comunità studentesca.

Girolamo Fabrizio, pioniere della medicina moderna

Fabrizio ebbe tuttavia  il grande merito di aver dato vita ad una scuola di famosi medici e anatomisti tra cui Adriaan van den Spieghel, Olaus Wormius, Caspar Bartholin, lo stesso Giulio Cesare Casseri e il più celebre di tutti, William Harvey, scopritore della circolazione del sangue. Il suo operato si inserisce appieno in quella corrente, collocabile nei primi trent’anni del Seicento, che diede il fondamento scientifico alla futura medicina moderna.

L’aquesiano esercitò anche la medicina pratica, con grande successo e grandi profitti economici. Fu un abile chirurgo, chiamato per consulti medici da illustri potenti e principi del tempo. Ebbe tra i suoi pazienti anche l’amico Galileo Galilei. Nonostante il suo carattere difficile e la negligenza come insegnante, come medico e ricercatore fu instancabile, benché affetto da una senilità precoce, e curava gratuitamente i poveri. Morì alla veneranda (per l’epoca) età di 86 anni.

Sotto il profilo scientifico, diede numerosi contributi originali e fondamentali in anatomia, embriologia, anatomia comparata, chirurgia e le sue lezioni e le ricerche si concretizzarono in numerose pubblicazioni. Di notevole importanza sono le Tabulae anatomicae conservate nella Biblioteca Marciana di Venezia. Le tavole, dipinte ad olio su carta, sono 167 divise in otto volumi e furono rinvenute alla Marciana solo nel 1909.

Portò avanti anche studi di veterinaria e a Girolamo Fabrizio si deve la scoperta della cosiddetta “borsa di Fabrizio“, l’unica formulazione anatomica che sia ricordata sotto il suo nome. È un organo sacciforme, presente probabilmente in tutti gli uccelli, di entrambi i sessi, annesso alla parete dorsale della parte posteriore dell’intestino. Le sue funzioni sono state conosciute solamente nel 1956: si tratta di un organo linfoide centrale responsabile delle cellule immunocompetenti, deputate alla sintesi di immunoglobuline.