“Il Salotto delle 6”, la nuova stagione a Viterbo a primavera

15 Dicembre 2017

La nuova stagione de Il Salotto delle 6, la rassegna culturale e di attualità ideata e condotta dal giornalista Pasquale Bottone, partirà nella primavera 2018, presumibilmente dalla metà di marzo, “a elezioni politiche concluse, sperando che ci sia ancora un’Italia“, ha annunciato Bottone, che lancia inoltre un dibattito sui luoghi della cultura, a Viterbo e non solo.

Un “Salotto” d’inchiesta

Nel corso di un incontro di anteprima, svoltosi il 14 dicembre nella Sala Rossellini della Biblioteca Consorziale di Viterbo (dove tra l’altro sono in corso dei lavori di ristrutturazione), sono stati anticipati alcuni temi della prossima edizione, che sarà dedicata al giornalismo e alla saggistica d’inchiesta, seguendo il filone Dark Italy, il lato oscuro del Bel Paese, tornato al centro dell’indagine del “Salotto”.

Abbiamo iniziato ben quindici anni fa – esordisce Pasquale Bottonee possiamo definirci cronologicamente la prima rassegna letteraria di Viterbo, una città che all’epoca ancora non contava sui numerosi festival culturali che esistono oggi. Abbiamo scelto di iniziare a primavera, verso la metà di marzo, una volta concluse le elezioni politiche, la cui campagna terrà banco nei prossimi mesi e rischierebbe di contaminare il ‘Salotto’“. E’ pur vero che, “schivando” le elezioni politiche, che si dovrebbero svolgere il 4 marzo 2018, la rassegna finirebbe comunque nelle fasi calde di campagna elettorale per le elezioni amministrative comunali in cui è coinvolta Viterbo, previste forse a maggio.

Ma noi non vogliamo parlare di Viterbo – continua Bottone – bensì dell’Italia, non limitandoci alla nostra provincia, e in questo siamo in perfetta sintonia con la linea sostenuta dal commissario straordinario del Consorzio Biblioteche, Paolo Pelliccia. Qui, con gli ospiti del “Salotto”, parleremo delle storie italiane più controverse, dal caso Moro a quello di Marta Russo, da Enzo Tortora alle mafie. Saranno poi nostri ospiti alcuni giornalisti del gruppo Espresso, recentemente colpiti da un episodio intimidatorio da parte dell’estrema destra“. Annunciati anche gli interventi di alcuni personaggi “fuori tema” ma di una certa importanza, ancora top secret, “un cadeau per l’affezionato pubblico della rassegna, uno zoccolo duro che ci segue da anni e che speriamo possa aumentare ancora“.

I luoghi della cultura

L’anteprima de Il Salotto delle 6 è stata anche un occasione per discutere dei luoghi della cultura, con gli architetti Alfredo Giacomini e Alfredo Passeri. Una discussione a proposito della ricerca dei giusti spazi per la valorizzazione degli eventi, battaglia culturale che sta al momento attraversando l’Italia. Si è discusso della “festival-mania” che sta imperversando in tutta la penisola e della necessità di regolare “l’incursione selvaggia dei festival nei luoghi storici delle città, per fare in modo che eventi e bellezza possano coincidere e non siano uno a discapito dell’altro“.

Spesso l’organizzazione di festival di vario genere – ha esordito Giacominicomporta degli allestimenti non rispettosi del valore storico delle piazze più importanti delle nostre città. Credo che alcuni luoghi siano ‘sacri’ e in quanto tali vadano trattati con delicatezza e sensibilità. Penso invece che certi allestimenti arrivino persino a creare difficoltà di accesso al turista. Per quanto riguarda Viterbo, tanto per fare un esempio, vedo malissimo le tavolate per le cene estive in Piazza San Lorenzo. Credo che gli eventi debbano rispettare l’immagine e la storia della città che li ospita“.

Qui si parla del destino dei luoghi storici delle città italiane – ha detto PasseriPerché ci impossessiamo di posti ereditati dal passato e dobbiamo porci il problema di come li lasceremo alle generazioni future. Non ho nulla contro manifestazioni come il Caffeina Christmas Village, che hanno un risvolto interessante a livello di coinvolgimento e sono comunque espressioni della vita contemporanea, ma sono convinto che le caratteristiche di alcune attrazioni e allestimenti non siano assolutamente conformi e consoni al valore storico della città di Viterbo“.

Si è parlato infine, a ruota libera, anche della riqualificazione delle periferie di Viterbo e della necessità, da parte di tutti, di rinunciare a qualcosa e di mettersi intorno a un tavolo per ridisegnare una città, che dal punto di vista culturale, urbanistico e architettonico, oggi come non mai ha bisogno di progettualità vera.

Francesco Mecucci