Isola Bisentina aperta al pubblico il 24 e 25 marzo?

27 Febbraio 2018

Per l’edizione 2018, le Giornate di Primavera del FAI (Fondo Ambiente Italiano) potrebbero essere davvero speciali per la Tuscia. Ancora non c’è l’ufficialità tantomeno la certezza, ma l’obiettivo è aprire al pubblico in via straordinaria l’Isola Bisentina, sul Lago di Bolsena, il 24 e 25 marzo.

Da alcuni giorni la notizia sta circolando su organi di informazione e social, anche se tutto dipenderà dai primari lavori di sistemazione che la nuova proprietà dell’isola, la Fondazione Rovati di Milano, sta effettuando per rendere accessibile e sicura la Bisentina ai turisti.

Recentemente l’isola, il cui territorio rientra nel Comune di Capodimonte, è stata acquistata dalla Fondazione Rovati, rilevandola dai precedenti proprietari, la famiglia Del Drago, antica casata nobiliare di Bolsena. L’intenzione è quella di recuperare la Bisentina per farne, finalmente, una meta turistica raggiungibile attraverso i servizi di navigazione già attivi sul lago, che al momento, però, si limitano a una semplice circumnavigazione senza poter attraccare (ci sarebbe pure l’Isola Martana, ma questa è un’altra storia).

La famiglia Rovati ha un’ottima reputazione in tema di amore per l’arte e per la cultura, sta promuovendo la nascita del Museo Etrusco di Milano e ora è arrivata nella terra dove gli Etruschi sono di casa, la Tuscia. Lo stato di degrado dei beni architettonici presenti sull’isola è purtroppo preoccupante, così come la situazione in cui versa il patrimonio naturale, e quindi l’investimento richiesto è molto consistente. Così come non semplici, date le condizioni meteorologiche e climatiche di questo inverno, sono i lavori di sistemazione attualmente in corso.

In ogni caso, al di là del possibile traguardo del 24 marzo e indipendentemente da quando sarà effettiva, l’apertura dell’Isola Bisentina ai visitatori sarà un importantissimo passo avanti per la valorizzazione e lo sviluppo turistico della provincia di Viterbo, proprio perché avverrà attraverso il superamento di ataviche chiusure: un primo, rilevante colpo assestato a tutto ciò che finora ha tenuto nascosto le bellezze del Viterbese, ritardando la crescita economica e culturale del territorio.