Cleo

La pittrice Cleo protagonista alla Biennale di Roma

27 Febbraio 2018

Da Berlino, passando per gallerie e rassegne internazionali varie, l’artista Daniela P., in arte Cleo, continua a regalare emozionanti presenze espositive. Dopo una selezione avvenuta alla galleria Pilgerzentrum di Roma, Daniela ha preso parte con una sua opera alla dodicesima Biennale d’Arte internazionale di Roma, tenutasi presso le prestigiose Sale del Bramante a Piazza del Popolo, un tempo luogo di lavoro di Michelangelo e Donato Bramante.

Dal 20 al 29 gennaio 2018 la Biennale ha ospitato opere di pittura, scultura e fotografia di 120 artisti selezionati su 700 in varie gallerie italiane ed estere. Presente, tra gli altri, la nota attrice Nathalie Caldonazzo e altri artisti di rilievo. Cleo ha proposto ai numerosi visitatori uno dei suoi ultimi lavori: Il volo della Fenice – Il volto della Fenice (nella foto).

Ideata e realizzata dal Centro Internazionale d’Arte Contemporanea (CIAC), presieduto da Giuseppe Chiovaro. la Biennale è stata realizzata con il patrocinio di Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale, e allestita dall’architetto Erica Tallot. Ad inaugurarla, l’attrice Adriana Russo, presente la nota critica d’arte Mara Ferloni. Una commissione di esperti sta valutando le opere esposte al fine di sceglierne dodici che faranno successivamente parte di una prestigiosa mostra collettiva in Campidoglio.

Daniela P. in arte Cleo

Daniela P. Cleo nasce in Emilia e, al seguito degli spostamenti lavorativi del padre, approda a Canino, in provincia di Viterbo, città natale dei genitori. Il paese annovera tra i suoi illustri ospiti anche Luciano Bonaparte, fratello dell’imperatore Napoleone, nominato Principe di Canino da Papa Pio VII, le cui testimonanze si concentrano nella cappella gentilizia ubicata all’interno della Chiesa Collegiata, opera dello scultore fiorentino Luigi Pampaloni con due cenotafi dell’artista Labourer e del monumento dedicato al piccolo figlio attribuito ad Antonio Canova.

L’approccio di Daniela P. Cleo con l’arte è a cavallo tra l’adolescenza e la maturità. Dopo l’esperienza lavorativa come restauratrice di materiale lapideo e da scavo etrusco presso la vicina città etrusca di Vulci, continua a sviluppare il suo amore per il bello e inizia a creare le sue opere a china, eseguite con pennino, tecnica che consente una varietà di forme espressive individuali illimitate, conferendo ad esse fascino e personalità, capaci di “interloquire” con l’immaginazione trasmettendo sensualità e libertà. La si trova anche all’interno della compagnia teatrale amatoriale Gli Ambiattori di Civita Castellana.

Attualmente lavora presso l’Unità Operativa di Radioterapia dell’Azienda ospedaliera di Roma.