Le migliori storie raccontate da Move Magazine

20 Dicembre 2017

Avrete notato che, dall’inizio della nuova stagione dopo la pausa estiva, su MoveMagazine.it abbiamo dato sempre più spazio a storie interessanti e coinvolgenti che riguardano da vicino il territorio della Tuscia viterbese e dell’Orvietano.

Articoli, interviste, approfondimenti, piccoli “reportage” attraverso cui non solo siamo riusciti a totalizzare record di visite al sito e di interazioni sui social media, ma abbiamo anche raccontato e messo in luce realtà di rilievo, curiosità interessanti, aspetti poco conosciuti di queste zone che meritano di essere diffusi e valorizzati il più possibile.

Ferma restando la nostra “missione” principale di fornire a voi lettori l’agenda degli eventi culturali e di svago in programma, giorno dopo giorno, mese dopo mese, nella provincia di Viterbo e nelle aree immediatamente limitrofe, MoveMagazine.it (e laddove possibile anche Move Magazine cartaceo) sarà sempre più in prima linea per scrivere e raccontare ogni spunto di interesse culturale o di analoga natura che emerga dal territorio, aiutandolo a venir fuori dall’ombra.

Ripercorriamo ora le principali storie da noi raccontate da settembre a oggi.

Celleno vecchio

Celleno, l'”altra Civita di Bagnoregio”.

Abbiamo riservato un occhio di riguardo all’aspetto turistico, perché crediamo fermamente che la promozione del Viterbese sia una strada ormai obbligatoria da percorrere. Abbiamo selezionato 10 luoghi, insoliti curiosi e sconosciuti della Tuscia, quei posti che possono lasciare a bocca aperta e che valgono una visita o un’escursione, nella speranza che sempre più turisti scoprano le bellezze nascoste oppure le infinite particolarità che si celano tra un borgo e l’altro, tra una forra e un bosco.

Quindi, colpiti dall’incredibile sviluppo turistico che sta avendo Civita di Bagnoregio, raggiunta quotidianamente da visitatori provenienti da ogni parte del mondo, siamo rimasti meravigliati nello scoprire che a pochi chilometri dalla “città che muore” c’è n’è addirittura un’altra: Celleno. Non paghi di tanta bellezza, abbiamo approfondito l’esplorazione del meraviglioso territorio della Teverina, raccontando il paesaggio di Montecalvello che stregò uno dei più grandi artisti del ‘900 e l’entusiasmante progetto artistico che si sta portando avanti in un’altra minuscola frazione di Viterbo, Sant’Angelo di Roccalvecce, destinato a diventare il paese delle fiabe.

sant'angelo paese delle fiabe

Sant’Angelo di Roccalvecce si appresta a diventare il paese delle fiabe.

Parlando di turismo, che al giorno d’oggi non può prescindere dalle enormi opportunità offerte da Internet, perché allora non incontrare le realtà che stanno promuovendo Viterbo e la Tuscia sui social con serietà, competenza e passione? E perché non raccontare chi, forte di una lunga esperienza nel settore, ha ideato un vero e proprio, nuovo prodotto turistico per diffondere e raccontare le bellezze locali, dall’arte alla natura e all’enogastronomia?

Svariate località della Tuscia, poi, godono di riconoscimenti particolari, di grande prestigio. Sapevate, ad esempio, che in provincia di Viterbo sono ben 4 i patrimoni dell’umanità UNESCO? E che altri premono per diventarlo? Ci sono 7 borghi, inoltre, che si fregiano del marchio di qualità Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, mentre altri 3 fanno parte del circuito nazionale dei Borghi più Belli d’Italia. Sembra quasi incredibile, infine, che Viterbo abbia un polo turistico di livello internazionale: invece è proprio così, e per verificarlo siamo andati alla scoperta delle importantissime novità introdotte nel Polo Monumentale Colle del Duomo.

Palazzo dei Papi Colle del Duomo Viterbo

Il Palazzo dei Papi di Viterbo, con la rinnovata illuminazione.

Accennavamo all’innovazione, poco fa. E quindi, cosa c’è di meglio che raccontare Vetrya, una delle aziende più cool d’Italia e oltre, il cui quartier generale abbiamo la fortuna di averlo a Orvieto? Un’azienda che viene addirittura definita la “Google dell’Umbria” e visitando il suo corporate campus, la sensazione è proprio quella. Ci torneremo presto, quando saranno inaugurati i nuovi spazi già presentati alla stampa.

Nel frattempo, per ingannare l’attesa, possiamo sempre deliziarci con i prodotti di qualità del territorio, ad esempio il Tusciamisù, ovvero il tiramisù della Tuscia, senza dimenticare un’antica tradizione viterbese il 30 novembre di ogni anno; oppure dedicarci alla poesia e alla letteratura, con il libro della giovane autrice tarquiniese Federica Gallotta, oppure ancora rileggendo le interviste che abbiamo realizzato con due importanti nomi dello spettacolo, Debora Caprioglio e Gabriele Cirilli, in concomitanza con gli spettacoli che hanno tenuto al Teatro Boni di Acquapendente, uno dei più attivi della provincia.

Vetrya

Visto che purtroppo la realtà viterbese non è tutta rose e fiori, siamo andati anche a scegliere i 10 luoghi più brutti della città di Viterbo, scoprendo amaramente che quasi tutti sono stati realizzati in tempi molto recenti. Se in futuro vogliamo un capoluogo più bello, bisogna prima prendere atto anche di queste cose. Tuttavia per il 2018 stiamo preparando degli articoli che renderanno invece giustizia a tutto ciò che di positivo si può trovare in città.

Concludiamo con un po’ di sano narcisismo, ricordando la nostra partecipazione alla finale regionale per l’Umbria (sì, Move Comunicazione e Move Magazine sono presenti anche a Terni, se qualcuno l’avesse dimenticato) del Premio Cambiamenti, promosso dalla CNA e dedicato alle imprese innovative. Un’esperienza positiva che ci ha permesso di farci conoscere ancora di più e al di fuori degli abituali confini.

Continuate a seguirci, sia su carta sia qui sul web, perché Move Magazine è l’informazione culturale di qualità delle province di Viterbo e Terni!

Uno dei luoghi più brutti di Viterbo: Via dell’Industria al Poggino. Nella speranza che possa cambiare.