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Lugnano in Teverina, novità dagli scavi di Poggio Gramignano

8 Marzo 2019

Potrebbe trovarsi su un sito ancora più antico di quello individuato la necropoli della villa di Poggio Gramignano a Lugnano in Teverina.

Questa l’ipotesi a cui stanno lavorando gli archeologici e i ricercatori di tre università statunitensi – Arizona, Yale e Stanford – coordinate dal professor David Soren, primo scopritore del sito, e con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e del Comune di Lugnano in Teverina.

La campagna di scavo 2018 – spiega Roberto Montagnetti, uno dei ricercatori – ha permesso di costatare quanto fossero grandi le dimensioni dell’insediamento. Durante le indagini archeologiche sono emersi depositi di materiali molto più antichi rispetto alla cronologia degli altri reperti, portando così ad ipotizzare che la villa occupasse un sito preesistente molto più antico”.

Il nuovo progetto prevede quindi l’ampliamento delle aree di scavo per far luce ulteriormente sull’evoluzione storico-insediativa che caratterizzò il sito. Nelle intenzioni di ricercatori e istituzioni c’è poi il progetto di valorizzazione e musealizzazione dell’area in modo da renderla fruibile anche al pubblico.

A Poggio Gramignano gli archeologi scavano da tre anni sui resti di un’antica villa di epoca romana, riportata alla luce proprio dall’Università dell’Arizona dal 1988 al 1993. Alcuni ambienti furono riutilizzati alla metà del V secolo d.C. come cimitero di bambini.