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“Novecento”, pienone al Teatro Caffeina per l’avvio della stagione di prosa

11 Dicembre 2018

Il “viaggio chiamato teatro” del Teatro Caffeina di Viterbo è partito alla grande: gremita la platea per Novecento, il capolavoro di Alessandro Baricco interpretato dal maestro Eugenio Allegri a cui il
pubblico del teatro ha tributato cinque minuti di standing ovation.

Una pièce che Annalisa Canfora, direttrice artistica della stagione teatrale, ha definito “lo spettacolo che più di tutti rappresenta la voglia di andare lontano, un piccolo miracolo della drammaturgia contemporanea che gira le scene italiane da ormai venticinque anni”. Sul palco prima dell’inizio della rappresentazione assieme al presidente della Fondazione Caffeina Cultura Andrea Baffo, Annalisa Canfora ha ringraziato la città di Viterbo: “Un capoluogo in controtendenza nazionale, una città che negli ultimi tre anni ha aperto due teatri: luoghi che altrove, nel nostro paese, chiudono”.

La magia dell’allestimento originale di Novecento e le emozioni che il maestro Eugenio Allegri ha saputo trasmettere hanno fatto il resto: l’attore piemontese, protagonista di uno spettacolo che ha superato ormai le 600 repliche, si è detto commosso dall’affetto che il capoluogo della Tuscia ha voluto tributargli.

La nave del Teatro Caffeina fa rotta adesso verso i racconti di Vincenzo Cerami, nell’adattamento teatrale curato dalla figlia Aisha. La gente di Cerami, in scena sabato 29 dicembre 2018 alle ore 21, è un viaggio nella poesia ironica, lucida e spietata dell’autore di Un borghese piccolo piccolo, portata in scena dalla simpatia e dall’energia di Massimo Wertmüller e dalla grazia di Anna Ferruzzo. Uno spettacolo, quello della “folla” davanti a lui, che sa riempire Vincenzo Cerami di un’emozione unica, “deliziosa e nuova”; saranno i “ritagli di vita quotidiana, che colgono gli uomini nella loro intimità, nel dolore o nel sollievo, nella sorte avversa o nella fortuna” a saper trasformare i personaggi in anti-eroi originali, presentati al pubblico in un delicato equilibrio fra complicità e tenerezza grazie alle inconfondibili note della colonna sonora originale di Nicola Piovani.