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La nuova sede di Unindustria nell’ex gasometro di Viterbo

16 Settembre 2020

La nuova sede di Unindustria negli spazi dell’ex gasometro di Viterbo, inaugurata il 16 settembre 2020, si presenta come un innovativo esempio di recupero industriale e territoriale significativo per uno sviluppo sostenibile della città.

L’intervento segna il ritorno alla luce di un edificio che, per oltre un secolo, ha influito sulla vita quotidiana ed economica della città. Oggi l’ex gasometro torna a incarnare la vocazione all’impresa e al lavoro che fu propria delle dinamiche che portarono alla sua nascita. I lavori di recupero hanno subito una decisiva accelerazione grazie alla determinazione dell’attuale governance di Unindustria, in modo particolare da parte del presidente Filippo Tortoriello.

La nuova sede si inserisce inoltre a pieno titolo nel programma di riqualificazione che ha interessato in tempi recenti l’intera Valle Faul, in cui sono stati restituiti alla città e alle aziende rilevanti immobili e spazi comuni all’interno delle mura, contribuendo a eliminare il degrado e a fornire nuova linfa al tessuto sociale ed economico locale.

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L’ex gasometro di Viterbo

L’ex gasometro (o gazometro) di Viterbo è situato all’interno di Porta Faul, di fronte al complesso dell’ex mattatoio comunale, oggi sede dello Spazio Attivo Lazio Innova della Regione Lazio e dello spazio espositivo e auditorium della Fondazione Carivit. Entrambi, insieme alla quasi totalità di Valle Faul, sono stati interessati negli ultimi anni da progetti di recupero e riqualificazione.

La storia del gasometro, oggi sede della sezione viterbese di Unindustria, coincide con l’arrivo in città del primo impianto di illuminazione pubblica. Il 25 maggio 1872 la Gazzetta di Viterbo riferisce della proposta di una società romana all’amministrazione comunale per realizzare la nuova rete. Non se ne fa nulla, ma lo scopo venne raggiunto poco più di un anno più tardi: il 12 luglio 1873 le stesse pagine riportano la notizia della firma del contratto con una società inglese, The Viterbo Gas Company.

Serviva, ora, una sede adeguata per costruire l’officina del gas, la centrale che avrebbe alimentato l’illuminazione in tutta Viterbo. Addossato alle mura civiche, presso Porta Faul, c’era un vecchio terreno agricolo con alcuni magazzini, lambito dal torrente Urcionio, la cui acqua sarebbe stata ideale per il raffreddamento dei forni a carbone. Nel maggio 1874, con un mese e mezzo di anticipo rispetto al previsto, il gasometro fu inaugurato e da allora varie ditte si avvicendarono nella gestione del gas, il cui primo condotto da Valle Faul raggiungeva da un lato Corso Italia attraverso Via Valle Piatta e Piazza del Plebiscito, dall’altro serviva la zona di San Faustino salendo da Via San Giovanni Decollato. Nel 1887 l’illuminazione raggiunse la stazione di Porta Fiorentina.

Nel 1905, grazie al progetto dell’ingegner Aldo Netti, la città passò all’illuminazione elettrica e l’officina del gas continuò a operare per produrre luce per i privati e iniziando a parallelo a distribuire gas per il riscaldamento, servizio di cui usufruivano, ad esempio, il Teatro dell’Unione e l’Ospedale Grande degli Infermi. La continua successione dei gestori dell’impianto di Valle Faul proseguì fin oltre la seconda guerra mondiale e nel 1960 fu abbandonato l’ormai antiquato carbone per passare alla distillazione della benzina. Sei anni più tardi subentrò la Società Nazionale Gazometri, che iniziò la produzione di benzinone con iniezione di gas liquido in bombole.

La chiusura e il successivo abbandono avvennero a partire dal 1974, quando iniziò a farsi strada l’era del gas miscelato (metano più aria) portato in città attraverso nuovi sistemi di tubature. Ormai inattivo, il gasometro viterbese non venne mai del tutto smantellato e lasciò campo libero al degrado o ad altre esperienze come l’occupazione da parte di un centro sociale autogestito, avvenuta dal 1993 al 2006. Di nuovo in disuso, il complesso subì due incendi negli anni successivi e per il recupero bisogna attendere l’intervento dei lavori, iniziati il 4 febbraio 2016. Con la conclusione dei lavori e la nuova destinazione, l’ex gasometro di Viterbo torna a incarnare la vocazione all’impresa e al lavoro che fu propria delle dinamiche che portarono alla sua nascita.

Bibliografia: “Gazzetta di Viterbo” del 25 maggio 1872, 12 luglio 1873, 13 dicembre 1873, 29 maggio 1873, 26 dicembre 1874, 9 novembre 1878; Torelli Landini Enrica, a cura di, Antichi spazi del lavoro, archeologia industriale a Viterbo, Viterbo, 1999; Galeotti Mauro: Viterbo fu, Viterbo è, Viterbo, 1979; Galeotti Mauro: C’era una volta Viterbo, Viterbo, 1983; Galeotti Mauro: Addio… vecchia Viterbo!, Viterbo, 1987; Galeotti Mauro: L’illustrissima Città di Viterbo. Viterbo, 2002

[Si ringrazia l’area Media Relations di Unindustria per foto e materiale]

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