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Orte, il nuovo cuore del bel canto: intervista a Sandro Corelli

4 Giugno 2019

Orte come una nuova Spoleto. Un omaggio a Katia Ricciarelli. La grande lirica nel cuore dell’Italia. Dal 23 al 27 luglio 2019 la seconda edizione di Lirica sul Tevere, il concorso internazionale che dal 2020 diventerà un vero e proprio festival.

Sandro Corelli, regista, coreografo, autore, è il direttore artistico e ci racconta come è nata e si sta sviluppando questa idea. «Mi occupo di spettacolo da trent’anni – esordisce – ed essendo originario di Orte, ho voluto portare un evento di alta qualità in quella che reputo una potenziale Spoleto: la piazza centrale è un ottimo palcoscenico e inoltre la città ha una posizione invidiabile».

Cosa succederà dal 2020?
Dopo un’edizione 2019 comunque di grande prestigio, abbiamo in programma la trasformazione in festival lirico, di cui il concorso costituirà una branca. Intanto, a differenza di altri concorsi più longevi del nostro, diamo la possibilità ai migliori talenti di debuttare su un vero palcoscenico.

Infatti i vincitori del 2018 faranno parte de La Bohème, il prossimo 26 e 28 luglio.
E i migliori del 2019 si esibiranno ne La Cenerentola di Rossini e nella Tosca di Puccini nell’edizione successiva. L’intento è offrire ai giovani cantanti provenienti da tutto il mondo l’occasione di esibirsi al cospetto di grandi esponenti della lirica, direttori artistici, agenti del settore, ma anche di un pubblico. La giuria, presieduta da Katia Ricciarelli, è composta da artisti di fama mondiale quali Ambrogio Maestri, Nicola Martinucci, Roberto Scandiuzzi e altri.

Come ha coinvolto Katia Ricciarelli?
Collaboro con lei da tre anni, curando regie di vari spettacoli di operetta e di opera. Visto che ricorrono i suoi cinquant’anni di carriera, dedicarle l’intera edizione 2019 è stato un gesto naturale.

Ci parli dell’attenzione verso le scuole.
Grazie alla collaborazione di Fiorella Crocoli, dirigente dell’Istituto Omnicomprensivo di Orte, sono stati selezionati 15 ragazzi tramite laboratori di scenografia con le terze classi. Sono entusiasti, per loro si è aperto un mondo: non è vero che i giovani non amano l’opera, vanno solo abituati. E tra loro possono celarsi talenti importanti, perché attorno agli eventi di alto livello ruotano molte professionalità.

È soddisfatto della risposta delle istituzioni?
Le istituzioni sono presenti, le ringrazio per i patrocini, ma anch’esse vanno stimolate. Spero che in futuro arrivi il sostegno economico. Devono capire che arte e cultura possono rivitalizzare un piccolo centro, creando turismo e indotto. Al momento l’evento è sostenuto da aziende del territorio, ma ce ne sono altre di respiro nazionale interessate a supportarci.

E lei, Corelli, quanto è legato alla Tuscia viterbese?
Molto e mi piacerebbe essere preso in considerazione per il Teatro dell’Unione di Viterbo, che merita di tornare al livello qualitativo che lo aveva reso uno dei più importanti teatri italiani.

Info: www.liricasultevere.com.

Francesco Mecucci