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Orvieto, la Centrale Netti candidata a “Luogo del Cuore” FAI

16 Maggio 2020

Anche il Comune di Orvieto aderisce alla decima edizione del censimento nazionale I Luoghi del Cuore promosso dal Fondo Ambiente Italiano (FAI) che, da maggio a novembre 2020, invita chiunque a votare e far votare i luoghi che ama e che vorrebbe proteggere, valorizzare e far conoscere.

Nell’ambito del censimento, articolato su un ciclo biennale, il Gruppo FAI Orvieto candida la Centrale Idroelettrica realizzata nel 1895 dall’ingegner Aldobrando Netti nella frazione di Sugano.

La candidatura, volta a valorizzare un originale esempio di archeologia industriale presente sul territorio comunale e ad inserire le Officine della Centrale Netti sul Fosso del Leone all’interno dei Luoghi del Cuore, è sostenuta anche dalla Sezione CAI Orvieto, Cittaslow e da ASDS Ettore Majorana. E’ possibile esprimere il proprio voto cliccando su QUESTO LINK.

La campagna per inserire le ex Officine Netti tra i luoghi del cuore del FAI – commenta il sindaco Roberta Tardani anche nella veste di assessore alla cultura e turismo – non è solo l’occasione per valorizzare uno dei piccoli tesori nascosti della nostra città ma si inserisce perfettamente nella strategia che nel breve termine ci vedrà impegnati a ridefinire la nostra offerta turistica alla luce delle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19, affiancando al patrimonio di bellezze storico, artistiche e culturali di cui disponiamo anche percorsi e itinerari escursionistici immersi nella natura. Prevedibilmente, se ce ne saranno le condizioni, i prossimi flussi saranno infatti orientati verso un turismo slow e le attività all’aperto e siamo convinti che il nostro territorio abbia le carte in regola per giocarsi questa partita”.

Le Officine della Centrale Netti

Nelle colline a nord-ovest di Orvieto, tra le località di Sugano e Rocca Ripesena, alla destra del Fosso del Leone, si trova il manufatto di archeologia industriale delle ex Officine Netti, la prima centrale per la produzione di energia idroelettrica progettata e realizzata a partire dal 1893 dall’ingegner Aldobrando Netti. Ad Orvieto il primo edificio ad essere illuminato ad elettricità dal 5 aprile 1896 fu il Teatro Mancinelli, al quale seguirono l’illuminazione pubblica della città e gli edifici di pubblica utilità. Anche per questo motivo per decenni e fino al secondo dopoguerra le Officine Netti sono state non solo un impianto di tecnologia industriale ma anche e soprattutto un simbolo, entrato di fatto stabilmente nell’immaginario collettivo di tutta la comunità orvietana.

L’ubicazione stessa della Centrale Netti, isolata in un bosco ripariale sul fosso che drena le acque della valle Tione, è estremamente suggestiva. A seguito di una prima opera di sfalcio e manutenzione delle stradine e sentieri d’accesso realizzata dai volontari della locale sezione del CAI (Club Alpino Italiano), promotrice del comitato di proposta del Luogo del Cuore, il sito è oggi facilmente raggiungibile lungo l’antico itinerario pedestre tra Sugano e Rocca Ripesena.

Nonostante i danni del tempo all’interno dell’edificio rimangono del tutto leggibili gli impianti con le due turbine tipo Pelton a cucchiai, del 1913, realizzate dall’ingegner Riva di Milano, una aperta ed una ancora integra; una terza turbina, esplorata dal Gruppo Speleo CAI di Orvieto, si trova alcuni metri al di sotto del piano campagna, ancora perfettamente conservata. A monte della centrale si snodano per chilometri pesanti tubature in ghisa di captazione delle acque superficiali e sotterranee, per garantire il necessario afflusso alla centrale. Il manufatto richiede un intervento urgente di pulizia, messa in sicurezza della parte muraria e restauro conservativo degli impianti tecnologici e annessi.