paesaggio mediterraneo mediterranean landscapes

Come il paesaggio modella l’immaginazione umana?

25 Gennaio 2018

Pubblicato su Artribune, la nota piattaforma editoriale dedicata al mondo dell’arte e della cultura, un articolo di Marco Trulli e un video relativo alla mostra Mediterranean landscapes, tenutasi a Tirana nel 2017 a conclusione di una residenza internazionale itinerante promossa da Arci e BJCEM nell’ambito di Mediterranea 18

Mediterranean landscapes è un progetto di residenza itinerante internazionale sul paesaggio mediterraneo che vede la partecipazione di cinque artisti, quattro curatori (tra gruppi e singoli) e tre differenti aree territoriali. Il percorso della residenza ha lambito una geografia minore del Mediterraneo, concentrandosi su aree laterali rispetto ai grandi centri. Le aree della Tuscia e del Tigullio e la città di Lubiana sono stati i tre paesaggi di riferimento per artisti provenienti da Italia, Belgio, Slovenia e Libano. Perché affrontare il tema del paesaggio Mediterraneo da questa prospettiva? Il progetto fonda le proprie basi sulla convinzione che il paesaggio muti sensibilmente con lo spostamento delle persone, ridefinendosi continuamente con le mutazioni delle lingue e dell’abitare.

Uscire dai grandi centri e condurre la ricerca nel cuore degli anfratti più misteriosi della Tuscia o nei bunker del Tigullio, in sostanza, ha rappresentato una sfida inedita per gli artisti, nel tentativo di riflettere sulle tracce delle identità mediterranee presenti in questi contesti. Mediterranean landscapes riflette proprio sulla dimensione plurale del paesaggio mediterraneo, nella quale è comunque possibile individuare degli elementi costanti che ritornano in maniera evidente o subliminale in posti diversi. Parlando di Mediterraneo non va dimenticato quanto, in realtà, sia impossibile determinare i confini certi di quest’area che è al centro di un processo di riconfigurazione radicale sul piano politico e geografico.

Questo palinsesto di paesaggi che si è andato stratificando nelle diverse tappe della residenza, è stato il terreno di verifica delle ricerche degli artisti i quali, seppure invitati a confrontarsi con le suggestioni locali, non sono giunti necessariamente a produrre delle opere site specific. L’intenzione del progetto è stata quella di avviare delle ricerche che unissero approfondimento teorico e pratica attiva del paesaggio riuscendo in questo modo a coniugare o mischiare il piano del reale con quello della politica e della geografia. Un processo che non si confrontava unicamente con il ritaglio di realtà locale che aveva di fronte, piuttosto lo disponeva su un piano geografico e storico generale con cui dialogare.

La mostra conclusiva del progetto si è svolta a Tirana nell’ambito di Mediterranea 18. Young Artists Biennale, all’interno dell’edificio, ormai dismesso, della ex Ambasciata jugoslava. La mostra risponde ad uno spettro ampio di questioni relative al paesaggio mediterraneo: una riflessione sul ruolo rimbolico dei reperti archeologici iracheni distrutti dall’IS nella percezione contemporanea del Mediterraneo (Ryts Monet) alle reti invisibili che mettono in connessione i diversi paesi del bacino mediterraneo (Ieva Saudargaitè) fino alla traduzione come processo linguistico e spaziale che allo stesso momento tradisce un paesaggio di riferimento del linguaggio ma concede spazio a nuove possibilità di senso attraverso il malinteso (Neza Knez). Partendo da una riflessione sullo spazio della visione Giulio Saverio Rossi ha realizzato a punta d’argento un panorama del golfo di Sestri Levante visto dall’interno di un bunker della seconda guerra mondiale, mentre Chloè Despax ha indagato l’ardesia come materiale versatile onnipresente nel paesaggio ligure, concentrandosi su una mappatura sonora degli usi pubblici di questa pietra.

Una molteplicità di riflessioni e domande sollevate dall’interrogativo fondante che ha contraddistinto tutto il lavoro di ricerca: How do landscapes shape human imagination?

 

Mediterranean landscapes

Artisti: Ryts Monet, Giulio Saverio Rossi, Neža Knez, Chloé Despax, Ieva Saudargaite Douaihi
A cura di Giuditta Nelli, Marco Trulli e Pelagica

Mediterranean landscapes è un progetto promosso da Arci, Arci Lazio, Arci Liguria e BJCEM in collaborazione con SKUC Association, Cantieri d’Arte, A pois association, Pelagica nell’ambito del programma La Ville Ouverte. Con il patrocinio dei Comuni di Viterbo, Genova e Sestri Levante e dell’Università degli Studi della Tuscia.