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Parco di Vulci, scavi archeologici con l’Università Federico II di Napoli

17 Ottobre 2020

Avviata al Parco Naturalistico Archeologico di Vulci una nuova campagna di scavi archeologici per incrementare sempre di più la conoscenza dell’antica città dell’Etruria.

Si tratta di una significativa collaborazione tra l’Università Federico II di Napoli, la Fondazione Vulci, i Comuni di Canino e Montalto di Castro, con la direzione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

L’area che sta interessando il progetto riguarda la necropoli di Ponte Rotto, luogo dove sono ripresi gli scavi dopo più di sessant’anni. L’area oggetto delle indagini è quella immediatamente a est della Tomba François, in prossimità della presunta localizzazione della Tomba dei Bronzetti Sardi, nel Comune di Canino. Nel cantiere stanno lavorando giovani universitari di vari livelli, che fino a fine ottobre saranno impegnati nel riportare alla luce ulteriori reperti archeologici.

Al taglio del nastro erano presenti per il Comune di Canino il sindaco Lina Novelli e l’assessore alle attività produttive Augusto Onori, per il Comune di Montalto di Castro l’assessore alla cultura e turismo Silvia Nardi e l’assessore Giovanni Corona, oltre al funzionario archeologo Mibact Simona Carosi; il professore ordinario dell’Università Federico II Marco Pacciarelli e per la Fondazione Vulci il direttore scientifico Carlo Casi e il consigliere di amministrazione Antonio Raspoli.

«Si è creato a Vulci un clima di collaborazione molto importante tra la Soprintendenza, i Comuni di Montalto e Canino, la Fondazione Vulci e l’università di Napoli – ha detto il professor Marco PacciarelliCon questa unione d’intenti è stato possibile avviare un progetto che ha l’obiettivo di ricostruire l’origine di Vulci, una delle grandi città di tutto il mediterraneo antico. L’equipe di ragazzi si tratterrà a Vulci quattro settimane lavorando sul primo scavo sistematico su vasta superficie fatto in questa zona di Vulci, per scoprire come erano strutturate queste necropoli».

La ricerca ha tra gli obiettivi quello di ritrovare e rendere fruibili al pubblico altre porzioni di quella che è comunemente riconosciuta la necropoli reale di Vulci, aumentando i percorsi di visita del Parco. I primi risultati della ricerca saranno presentati in occasione dell’incontro di studi internazionale Vulci Work in Progress che sarà organizzato nel 2021 a Vulci dove confluiranno i dati delle ricerche svolte negli ultimi anni all’interno del Parco da parte di numerosi enti di ricerca italiani e stranieri.».