Parco Valle del Treja, parte il secondo “progetto ossigeno”

8 Maggio 2017

Nel Parco Regionale Valle del Treja, circa 650 ettari tra i comuni di Mazzano Romano (provincia di Roma) e Calcata (provincia di Viterbo), è stato realizzato un secondo progetto per il bilanciamento dell’anidride carbonica (CO2) e la valorizzazione dei servizi ecosistemici.

Si tratta – spiega in estrema sintesi il presidente dell’Ente Parco, Luciano Sestili – di utilizzare la capacità degli alberi di un bosco di immagazzinare l’anidride carbonica e, più in generale, di valorizzare le funzioni svolte dall’ambiente (gli ecosistemi) per l’uomo: con la produzione di ossigeno, acqua, biodiversità e poi ancora bellezza del paesaggio, risorse naturali”.

Il territorio del Parco Valle del Treja – ricorda il sindaco di Mazzano Romano, Angelo Mancinelli – è ricoperto da boschi per la quasi totalità della sua estensione, e rappresenta quindi un luogo ideale per un progetto di questo genere.

Il progetto si basa sulla partecipazione del Parco, di Phoresta Onlus e del Comune di Mazzano. Il Comune mette a disposizione diverse decine di ettari di bosco; il Parco realizza il progetto dal punto di vista scientifico e ne garantisce l’attuazione da quello operativo e Phoresta Onlus mette a disposizione le risorse economiche e soprattutto la passione dei propri soci. La condizione è che le aree boscate non siano sottoposte a utilizzazione forestale nell’arco dei prossimi cinque anni.

Il direttore Vito Consoli, della Direzione Regionale Ambiente e Sistemi Naturali della Regione Lazio, valuta molto positivamente il progetto: “La tutela dei boschi salvaguarda la biodiversità, che è l’assicurazione sulla nostra vita, attraverso il mantenimento degli equilibri ecologici degli ambienti in cui viviamo”.

L’organizzazione Phoresta è una onlus non-profit, fondata da professionisti italiani al fine di promuovere la gestione e la conservazione sostenibile delle risorse forestali e di progettare attività di tutela e valorizzazione dei servizi ecosistemici. Ha sede a Milano e si basa su un azionariato diffuso per la raccolta di fondi, che poi destina a suoi obiettivi statutari. “In pratica sono persone che mostrano nei fatti una spiccata sensibilità per i temi ambientali e attuano azioni concrete per la loro valorizzazione e salvaguardia’’, afferma con soddisfazione il presidente di Phoresta, Carlo Manicardi, che aggiunge: “Molto spesso, quando beviamo dal rubinetto di casa, sappiamo a stento che quell’acqua costa circa un millesimo di euro al litro, che paghiamo alla società che la distribuisce. Non ci domandiamo da dove arriva: ovviamente dalle sorgenti, dalla natura! Che non paghiamo, che ci offre dei servizi gratuiti. Sono i servizi ecosistemici; che ci fanno bere e respirare e che forniscono tutti gli elementi di base al benessere delle nostre vite. Tutto deriva da lì compresi gli oggetti più tecnologici. Su questi temi ancora manca, una consapevolezza diffusa, ed è perciò anche questo uno degli obiettivi del progetto: promuovere con i fatti la divulgazione di concetti elementari e assolutamente vitali.”