Basilica di San Francesco alla Rocca


luogo: Viterbo

indirizzo: Piazza San Francesco

orario: 7.15-12.00 - 15.30-18.30 (ora legale 16.00-19.00)

info: Ingresso gratuito

La Basilica di San Francesco alla Rocca è una delle più importanti chiese di Viterbo, all’interno del quale si trovano i sepolcri di due papi, Clemente IV e Adriano V. Proprietà del Ministero dei Beni e Attività Culturali e Turismo, dal dicembre 2014 è gestita dal Polo Museale del Lazio.

Essa fu costruita a partire dal 1237, su un terreno che papa Gregorio IX aveva donato ai Francescani, e il preesistente palazzo detto degli Alemanni, risalente al 1208, fu inglobato nel complesso conventuale adiacente alla chiesa. L’edificio fu restaurato nel corso del XVI secolo ed ancora nel XVII secolo; questi rifacimenti portarono ad aggiunte barocche che coprirono gli originali elementi romanici. Una lapide murata nella facciata informa che la chiesa, semidistrutta dai bombardamenti alleati del 17 gennaio 1944, fu ricostruita dalla Sovrintendenza ai Monumenti del Lazio e riaperta al pubblico nell’aprile del 1953: gli interventi di ricostruzione hanno portato alla totale rimozione degli elementi barocchi ed al ripristino dell’antica struttura romanica. Di particolare interesse storico è l’annesso convento, oggi sede del distretto militare di Viterbo, che ha visto ospitare, nel corso della sua storia, vari santi, papi ed imperatori; fino all’esproprio del 1873 era sede dell’università teologica francescana. La Basilica è retta da molti decenni dai Frati Minori Conventuali (O.F.M. Conv.).

Esterno

La facciata presenta un portale con colonne tortili; sopra il portale le insegne di papa Pio XII, che donò alla chiesa il titolo di “basilica minore” (1949); più sopra ancora tre finestre monofore ed un oculo. L’originale facciata romanica presentava anche un portico ed era decorata da diversi affreschi. All’angolo destro vi è un pulpito a pianta esagonale, eretto nel 1428 a ricordo della predicazione a Viterbo, e in questa chiesa, di San Bernardino da Siena. La basilica è affiancata da un campanile a vela, con una campana datata al 1259.

Interno

L’interno si presenta a pianta a croce latina, con abside quadrata, e soffitto a capriate. Malgrado i bombardamenti del 1944, la chiesa conserva ancora importanti opere d’arte. Sulla parete di destra una tavola dipinta raffigurante La città di Viterbo con i Santi Antonio da Padova e Rosa da Viterbo, risalente al 1572 e una tela con la Pietà, opera del Zoroastro. Nel transetto di destra, vi sono i resti del monumento funebre di Pietro di Vico realizzato da Pietro di Oderisio nel 1269; il monumento funebre di papa Adriano V (morto nel 1276), capolavoro attribuito ad Arnolfo di Cambio, con ricca decorazione cosmatesca, che gli storici dell’arte considerano un autentico gioiello della scultura gotica funeraria italiana. Nella cappella in fondo è conservata la reliquia del capo di Santa Elisabetta d’Ungheria.

La parete di fondo del presbiterio è dominata da una quadrifora istoriata con vetrata a mosaico, opera moderna (1951) raffigurante l’albero francescano, in cui sono simbolicamente raffigurate la storia e le opere dell’ordine. Al di sotto della vetrata, la parte terminale della parete è interamente occupata da un grande organo a canne, di moderna fattura. Nel transetto di sinistra, vi sono il pregevole monumento funebre di papa Clemente IV (morto nel 1268), realizzato da Pietro di Oderisio nel 1270, la statua funeraria in peperino del cardinale Vicedomino Vicedomini, unico resto del monumento funebre di questo porporato morto il 6 settembre 1276 (noto anche come il “papa di un giorno” in quanto eletto pontefice e deceduto nello stesso giorno senza aver ancora accettato la nomina); l’altare seicentesco della famiglia Botonti, che ospitò per secoli la celebre Pietà di Sebastiano del Piombo, e nel quale è stata collocata nel dicembre 2014 una perfetta copia integrale del capolavoro, i resti dell’imponente monumento funebre del cardinale Gerardo Landriani (morto nel 1445).

Lungo la parete di sinistra della navata centrale si possono infine ammirare: i resti del monumento funebre del cardinale Marco da Viterbo (morto nel 1369); il fonte battesimale ed una tela raffigurante la Madonna col Bambino e Santi, opera di Monaldo Trofi.



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