Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz


luogo: Viterbo

indirizzo: Piazza della Rocca

orario: Martedì-domenica 8.30-19.30 (chiuso 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre)

info: intero 6 euro, ridotto 3 euro, gratuito under 18 e over 65 e per tutti la prima domenica del mese.

Il Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz di Viterbo, in una elegante cornice architettonica, conserva reperti di estrema bellezza ma soprattutto di notevole valore scientifico.

Tra essi, le terrecotte architettoniche figurate rinvenute in abitazioni di Acquarossa, il ciclo statuario di Muse con una copia del Pothos di Skopas, un mosaico con iscrizione etrusca e il pezzo più importante: la Biga di Castro.

La Rocca Albornoz

Addossata alle mura medioevali della città accanto a Porta Fiorentina, la Rocca Albornoz domina la piazza antistante nella quale fa bella mostra una fontana disegnata dal Vignola. Fatta edificare nel 1354 dal cardinale Gil Alvarez Carrillo de Albornoz, dopo una serie di distruzioni e ristrutturazioni, vide nel 1506 l’intervento di Giulio II che chiamò il Bramante per la realizzazione del cortile e della fontana centrale e fece aprire una loggia. Dopo le devastazioni della seconda guerra mondiale, il recupero effettuato dal Genio Civile dal 1960 al 1979 è stato curato dalla Soprintendenza B.A.A. del Lazio insieme con la Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale che nel 1986 ha destinato la struttura a sede museale.

Il museo

Al pianterreno è collocata una sezione sull’architettura etrusca nel viterbese con gli interessanti reperti degli scavi dell’Istituto Svedese di Studi Classici, effettuati durante gli anni ’60, di San Giovenale di Blera e dell’insediamento di Acquarossa presso Viterbo. Questo, ubicato sul colle di San Francesco vicino l’area dell’antica Ferento e in vita dal periodo protovillanoviano al 500 a.C., era strutturato in epoca arcaica intorno a un “palazzo” le cui terrecotte architettoniche figurate (VII-VI sec. a.C.) sono appunto conservate oggi nella Rocca Albornoz, valorizzate attraverso una serie di ricostruzioni delle case etrusche arcaiche.

Dopo il piano mezzanino, che ospita abitualmente mostre temporanee, oggetti di notevole importanza sono esposti al primo piano dedicato ai centri di Musarna, con il famoso mosaico ellenistico con iscrizione in alfabeto etrusco trovato nelle terme, e Ferento nella sua fase romana con il ciclo statuario di otto Muse ed una copia del Pothos di Skopas, che ornavano il teatro, risalenti al 150 d.C. e fino a poco tempo fa ospitate a Firenze.

La Biga di Castro

L’ultimo livello del Museo Nazionale Etrusco è principalmente dedicato alla Biga di Castro e ai reperti della Tomba della Biga dove fu ritrovata, situata nel territorio di Ischia di Castro. Intorno all’antico carro, nelle teche, sono stati messi tutti i corredi rivenuti intorno e cavalli mummificati. Distesi, esattamente come furono ritrovati, ma mantenuti in modo eccellente grazie al processo di mummuficazione avvenuto nel terreno, sono ora adagiati davanti alla biga, quasi a farle ancora da mezzo di locomozione.



tel: 0761325929

e-mail:

www: http://www.polomusealelazio.beniculturali.it