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Playground di La Quercia: a Viterbo un campo da basket da riportare in vita

11 Giugno 2019

Le condizioni in cui versa il campo da basket all’aperto di La Quercia, l’unico playground ad accesso libero a Viterbo (quindi esclusi quelli situati all’interno di oratori parrocchiali e di complessi scolastici), sono il segno tangibile della decadenza della pallacanestro e in generale dello sport in città.

Negli anni ’80 e ’90 la passione per il basket a Viterbo pulsava fortissima, grazie ai successi della squadra femminile prima e maschile poi. Una passione che portava con sé i pienoni al Palazzetto dello Sport e un interesse diffuso a tutti i livelli e a tutte le età.

Dal 2000 in poi, non è stato più così. Eccetto qualche raro e breve frangente, la realtà del basket nel capoluogo della Tuscia ha conosciuto un lungo declino, che si è riflettuto e si riflette tuttora nel calo di appassionati, praticanti, squadre, eventi e, non ultimi, campi all’aperto.

Quello dei playground è un aspetto tutt’altro che di secondo piano nella cultura cestistica. Giocare a basket all’aperto è una pratica diffusissima in tutto il mondo, in certi casi quasi una religione, come a New York o Los Angeles, ma anche, senza andare troppo lontano, in città italiane come Bologna o Rieti.

Tuttavia, al di là di quanto il basket sia popolare o meno, una città che non tiene nella giusta considerazione i suoi impianti sportivi è una città a cui non interessano i suoi giovani, i suoi sportivi, il suo futuro.

La tormentata vita di un playground

Il playground di Campo Graziano – questo il nome dell’area verde all’interno del quale si trova – è stato realizzato circa vent’anni fa. Da allora, il campo è stato “in vita”, cioè perfettamente funzionante e utilizzabile, soltanto per brevi periodi.

Tante volte, infatti, i canestri sono stati divelti o completamente asportati. Addirittura in uno di essi oggi manca persino il tabellone. Atti vandalici e incuria che ormai da anni impediscono di usare il campo con regolarità. Quelle scarse volte che viene riparato, nel giro di qualche settimana è nuovamente colpito. E rimane fuori uso per lunghissimo tempo, prima dell’intervento successivo.

Come accennato, in tutta Viterbo quello di La Quercia è l’unico playground veramente “pubblico”, in cui cioè si può entrare e uscire liberamente, a differenza di quanto avviene negli oratori e nelle scuole. C’è giustamente un orario di utilizzo esposto su un cartello metallico (piuttosto datato: risale ai tempi in cui c’erano ancora le Circoscrizioni comunali) per tutelare la quiete del quartiere.  Anche se è sempre girato il pettegolezzo che siano gli abitanti delle case circostanti a “preferire” che il campetto sia fuori uso, per non essere disturbati dai presunti schiamazzi di chi vi giocherebbe.

Saltuariamente qualche società sportiva o associazione di cittadini ha provato a rivitalizzare il campo, installando nuovi ferri e organizzando eventi e tornei, ma si è trattato di iniziative durate sempre poco. A nulla sono valsi articoli e segnalazioni.

Nel 2014 il compianto giornalista Andrea Arena aveva scritto un interessante pezzo sul cattivo stato dei playground viterbesi: da allora non è cambiato nulla, anzi le cose sono peggiorate. Allo stato attuale – giugno 2019 – a La Quercia mancano entrambi i canestri e l’intero tabellone in uno di essi: sono anni che un pallone da basket non rimbalza a Campo Graziano.

L’appello per il campo da basket a La Quercia

Quindi è d’obbligo rivolgere un appello al Comune di Viterbo, alle società viterbesi di pallacanestro e ad eventuali imprenditori appassionati di basket, affinché si possa mettere mano in primis a una riparazione del campo, quindi a un’efficace sorveglianza (magari attraverso telecamere, oppure ad esempio coinvolgendo i pensionati del vicino campo di bocce) e infine a una gestione dell’impianto con manifestazioni e tornei.

Il playground, inoltre, con l’installazione di un’apposita rete, è utilizzabile anche come campo da pallavolo. Il fondo in cemento è ancora in ottimo stato, per quanto riguarda il basket andrebbe solo rifatta la linea del tiro da tre punti in base al regolamento attuale.

Riportare in vita al playground di La Quercia significherebbe ridare alla città di Viterbo e ai suoi giovani una struttura in più per praticare sport e divertirsi, sempre nel rispetto delle regole di convivenza civile, e migliorare un panorama piuttosto desolante in tema di impianti sportivi. Il basket a Viterbo sarà pure in declino, ma questa non potrà mai essere una giustificazione.

Francesco Mecucci