Allenarsi al cambiamento

26 Novembre 2018

Si avvicina il Natale (al momento di scrivere questo articolo sopraggiunge il Black Friday) e, con il Natale, anche la fine dell’anno è ormai dietro l’angolo: tempo di bilanci per chi ama farne, di domande a cui non si sa mai cosa rispondere; tempo di nuovi progetti da mettere in cantiere e di tanti buoni propositi da cui dipenderanno le sorti, per cominciare, dei regali che ci porterà Babbo Natale.

E allora, il lavoro per Medioera 2019 è cominciato e la decima edizione del festival dell’innovazione e della cultura digitale la vorremmo ancora più bella ed entusiasmante delle precedenti. In questi dieci anni, abbiamo avuto oltre 300 ospiti e organizzato 180 eventi. Abbiamo sviluppato una rete di relazioni che ci ha consentito di avere personalità di livello internazionale pronte ad ascoltarci e ad offrire il loro contributo di idee e pensiero alla crescita di una maggiore consapevolezza delle opportunità (e dei rischi) legati al diffondersi del, cosiddetto, ecosistema digitale in cui siamo immersi anche, talvolta, nostro malgrado.

Abbiamo provato a descrivere il profondo cambiamento che ha interessato tutti gli ambiti della nostra vita provando, ogni volta, ad utilizzare lo sguardo più obliquo possibile rispetto al racconto mainstream della internet.

Sembrano passate almeno due ere geologiche da quando abbiamo cominciato, da quella che fu la prima edizione del festival. Non passa giorno che non vengano pubblicate sempre nuove rilevazioni che ci dicono di un mondo sempre più connesso, di miliardi di informazioni condivise nell’arco di una giornata che assommano a più di quanto sarebbe stato possibile immaginare, fino a qualche anno fa, per la durata di un intero secolo, di milioni di immagini che vanno a comporre una immagine caleidoscopica del mondo che ci gira intorno e che dobbiamo imparare a guardare con occhi nuovi e mente aperta.

Questo è l’esercizio che non dovremmo mai smettere di fare: allenarci al cambiamento, sviluppare nuove flessibilità, applicare trasversalmente le nostre competenze e studiare per averne sempre di nuove. Un compito esaltante, certamente faticoso, ma inevitabile se vogliamo vivere compiutamente la contemporaneità.