barock project detachment

Turnaround – Barock Project, “Detachment”, la recensione

1 Ottobre 2017

Con il quinto album i Barock Project raggiungono la piena maturità artistica, centrando la migliore uscita di rock progressivo del 2017.

Detachment è un capolavoro che ha ottenuto consensi e sperticate recensioni in giro per il mondo. Stiamo parlando di una delle più quotate band di prog contemporaneo, peccato che in Italia pochi se ne siano accorti. Di indiscutibile caratura tecnica, sono guidati da Luca Zabbini, virtuoso tastierista influenzato da Keith Emerson.

Le 13 tracce offrono una musica di complessa semplicità, nel senso che le architetture composite e stratificate sorreggono melodie accattivanti e immediati ritornelli pop, che splendono come gemme luminose tra delicati momenti d’atmosfera e paesaggi sonori più intensi e tirati.

Idee sorprendenti si susseguono senza sosta in uno spazio contaminato nel quale evocativi momenti elettronici si fondono con il prog e il rock, generando superbi paesaggi sonori che ricordano il migliore Steven Wilson o i Big Big Train con qualche eco pinkfloydiano. Il mixing è di altissima qualità e la produzione di livello internazionale. È questo un disco destinato a durare nel tempo, rispetta la tradizione, ma ha lo sguardo rivolto al futuro.

Barock Project
Detachment (Artalia, 2017)