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Turnaround – Barock Project, “Skyline”, la recensione

22 Settembre 2016

Gli emiliani Barock Project, guidati dallo strabiliante pianista e compositore Luca Zabbini, viaggiano da oltre un decennio nei territori del new progressive ottenendo unanimi e crescenti consensi internazionali.

Giunti alla loro quarta fatica in studio, tirano fuori dal cappello un vero e proprio capolavoro: 10 tracce per 70 minuti di musica in mirabile equilibrio tra le vibrazioni classiche del prog seventy e nuovi orizzonti sonori.

Prog sinfonico, musica barocca, rock e metal, prendono forma, delineando l’impronta personale dei B.P., che mostrano un’identità ormai piena e matura. Un proliferare di sorprendenti idee melodiche e soluzioni a getto continuo, fresche, vitali e mai scontate, si dispiegano, disegnando un tessuto narrativo di cristallina bellezza.

E.L.P., Genesis, Jethro Tull, Genesis, Yes, tutti insieme nello stesso disco. Ma non c’è puzza di muffa. Il lavoro si avvale della collaborazione di Vittorio De Scalzi alla voce e al flauto nella title track. A suggellare l’importanza del lavoro c’è poi la cover realizzata da Paul Whitehead. Nel panorama asfittico della musica italiana fa piacere che una band nostrana s’imponga a livello mondiale. Il disco, infatti, si è attestato ai primi posti nelle chart internazionali.

Barock Project
Skyline (Artalia, 2015)