Cesare Lombroso

30 Maggio 2017

Cesare Lombroso, fondatore dell’antropologia criminale, fortemente influenzato da positivismo e darwinismo sociale, credeva che l’origine del comportamento criminale fosse trasmessa atavicamente e che i segni di questa tendenza fossero visibili da un punto di vista anatomico.

Così anche il tatuaggio era la prova di una patologia ereditaria. Ovviamente le sue teorie sono assurde e del tutto confutate. L’unico merito è aver raccolto una tale mole di dati che hanno permesso di studiare la diffusione di questa arte da un punto di vista antropologico e semiotico, sia nell’ambiente carcerario sia in quello degli emarginati di allora.

Lombroso raccoglie, in tutta Europa, una massa documentaria che rimane tuttora il più ricco archivio esistente di immagini e descrizioni di tatuaggi. Ma mentre per Lombroso il tatuaggio è simbolo di devianza, laddove il potere politico vuole e desidera un corpo uniformato alle esigenze di produzione, per Foucault il corpo tatuato sfugge a questo controllo, afferma una sua individualità e, nel caso di un emarginato o carcerato, cerca di riaffermare la sua unicità, riprendendo possesso di quel corpo sottrattogli per farne forza-lavoro.