Il dogma violato

3 Aprile 2017

Nella Bibbia è scritto “Non vi farete incisioni nella carne, né vi farete tatuaggi addosso”. Probabilmente, in antichità il tatuaggio era usato anche per marchiare gli schiavi, per questo nel libro sacro per ebrei e cristiani viene condannato. Nel Corano non c’è un divieto esplicito, ma viene riportato di non alterare e contaminare il proprio corpo.

Di fatto: ebraismo, cristianesimo e islam condannano la pratica del tatuaggio e così anche la maggior parte delle modificazioni corporee. Tuttavia in ciascuna delle tre grandi religioni monoteiste il dogma, sia in antichità sia in epoca moderna, è stato violato. L’eresia è parte essenziale della storia umana. Oggi, negli Stati Uniti l‘ebraismo riformato consente queste pratiche.

In alcune comunità cristiane, nonostante il divieto della Chiesa, il tatuaggio veniva praticato rielaborando tradizioni antiche; a volte era addirittura realizzato da sacerdoti. In Italia si ricorda la tradizione del tatuaggio sacro eseguito in occasione del pellegrinaggio alla Madonna nera di Loreto. Allo stesso modo, popolazioni nomadi islamiche come Tuareg e Wodaabe praticano da sempre scarificazioni o tatuaggi.

Facebook: Luca Piercer Antonaglia

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