Lagoona

26 Settembre 2018

Come nasce la band e da cosa deriva il vostro nome?
La band nasce nel settembre 2016, dall’incontro mio (Luca) e di Elia avvenuto in una località marittima per puro caso. Abbiamo passato la serata a parlare del più e del meno, tra i vari discorsi era ricorrente questa voglia di mettere su una band. Così, senza nemmeno rendercene conto, la settimana successiva eravamo già in sala prove. Da allora poi sono arrivati Leonardo (il nostro primo bassista) e poi Lorenzo (chitarra), dopo pochi mesi per motivi personali Leonardo ha lasciato la band e al suo posto è arrivato Daniele e da quel preciso momento tutto ha preso una linea molto precisa. Per quanto riguarda il nome la storia è abbastanza divertente: era ormai un mese che suonavamo assieme ma non avevamo trovato un nome e, sai com’è, andare in giro a suonare senza nessun nome è abbastanza complicato, quindi una sera siamo usciti a cena (fu una cena molto impegnativa) e dal nulla il nostro ex bassista se ne uscì con il nome “laguna”. Sostituimmo la “u” con le due “o” per una questione estetica e in particolare per la nostra passione per il film I Goonies.

È da poco uscito il vostro album di esordio, Riparo. Ce ne parlate?
Riparo nasce da un lungo periodo di concerti e sala prove in cui abbiamo suonato senza mai fermarci. È un album molto intimo e a tratti anche molto personale, per il semplice fatto che abbiamo deciso di raccontare noi stessi senza alcun limite di barriere emozionali o cose simili. Non potevamo parlare di argomenti che non ci riguardavano, non avrebbe avuto senza utilizzare temi a noi lontani, noi siamo questo e in questo cd siamo noi al 100 per cento. Ogni canzone, pur avendo scritto io i testi, è associabile a uno di noi e penso che questo lo possa percepire anche chi ascolterà l’album, magari rispecchiandocisi.

Un tema ricorrente, quello dell’intimità e della sfera personale. Cosa vi ha fatto indirizzare verso tematiche così private?
Probabilmente, come detto, è dovuto al fatto che non abbiamo usato barriere, ovvero non ci siamo nascosti dietro parole o tematiche che non ci appartengono.

Il vostro album è stato prodotto anche grazie all’aiuto di una piattaforma di fundraising: quanto incidono le nuove tecnologie e la diffusione dei social per intraprendere una carriera musicale?
Siamo nell’era dei social, ormai tutto si basa su questo. Una volta andavi in giro con un cd masterizzato con dentro le tue canzoni e lo regalavi alle persone così che potessero ascoltarlo e magari, chissà, beccavi la persona giusta e ti faceva suonare in qualche locale o ancor meglio poteva produrti. Ora non puoi più lavorare solo pensando alla musica e questa è una cosa molto triste sotto alcuni punti di vista, oggi contano più i like che la qualità e penso che sia evidente a cosa ha portato.

Un sogno nel cassetto?
Aprire i Foo Fighters all’Unipol Arena (è concesso sognare no?).

Tre canzoni chiave per voi?
Pixies, Where is my mind?; Afterhours, Dentro Marylin; Foo Fighters, Everlong.

Progetti per il futuro?
Portare la nostra musica in giro per l’Italia, in qualunque posto sia possibile suonare.

Eleonora Anzini

LAGOONA
Luca Chiabolotti: voce e chitarra ritmica
Lorenzo Megni: chitarra solista
Daniele Marasca: basso
Elia Ruggeri: batteria

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