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L’occhio di Tianjin

29 Novembre 2017

Da Etienne Louis Boullé con il Cenotafio di Newton del 1784, fino a Richard Buckminster Fuller, autore della Biosfera di Montreal realizzata per l’Expo del 1967, decine di progettisti hanno introdotto la sfera nelle loro opere.

Eppure la semplicità di tale forma è praticamente incompatibile con qualsiasi esigenza funzionale architettonica, nonostante l’evidente forza simbolica. A Tianjin, in Cina, lo studio olandese MVRDV ha scelto di utilizzare tale forma per l’auditorium della nuova biblioteca pubblica, un’enorme “palla” incastonata al centro di una struttura sinuosa e irregolare dalle caratteristiche uniche.

Di fatto, i tanti gradoni che disegnano gli spazi interni della biblioteca e che avvolgono idealmente la sfera centrale, sono allo stesso tempo mensole sulle quali sono stati inseriti gli oltre un milione e 200 mila volumi presenti nella struttura, che ballatoi al fine di consentire al pubblico di muoversi tra i piani della biblioteca.

A interrompere la sinuosità dell’avveniristica soluzione provvedono alcune rampe di scale e gli accessi alla struttura che, vista dall’esterno, richiama la forma di un occhio, i cui contorni sono disegnati dai frangisole che ricoprono la facciata, lasciando intravvedere l’enorme pupilla-auditorium.