Pioggia sul raccordo

31 Gennaio 2019

Sono le 3 di notte e sul raccordo non c’è quasi nessuno, solo qualche tir che sfida la pioggia torrenziale. Non ci sono lampi e fulmini, solo il buio e l’acqua che viene giù dal cielo così forte che sembra un bombardamento.

Nicolas non si spaventa, guida la sua Golf che corre veloce, con una mano sul volante e l’altra sul cambio. Sbuffa: «Lo vedi? Non ho ancora 22 anni e già perdo i capelli, ho deciso che da domani non me li pettino più con la cresta, così sembro ancora più pelato». Mirko, al suo fianco, sbadiglia, alza una gamba e l’appoggia al finestrino. Gli dice: «Ma che te frega… ti radi a zero e finisce lì. Trent’anni fa era un problema essere pelato, si capiva che stavi invecchiando, oggi anche gli attori si radono a zero, è la moda». «Ma quella dove l’hai presa?».

Mirko gli fa vedere la pistola, la punta verso di lui. Nicolas si arrabbia: «Ma tienila giù, deficiente, se qualche camionista la vede chiama la polizia e ci ferma». «Che palle, non c’è nessuno in giro. Me l’ha data un amico, è sicura, mi doveva dei soldi e mi ha pagato con questa». «Ma sai sparare almeno?». «Mi ha insegnato lui, mi ha portato in un casolare, in campagna. Ho una buona mira, ma devo migliorare». «Prepara un altro po’ di coca, dai». «Ah, ma per la coca non hai paura dei camionisti».

Mezz’ora dopo la Golf è sul lato del raccordo, in un’area di servizio. Piove meno intensamente e Mirko è rimasto in macchina, con la pistola. Nicolas corre sotto l’acqua, apre lo sportello e mette in moto, poi parte, sembra impazzito. «Ma che cazzo stai facendo?» gli chiede Mirko. «Era buona quella roba, proprio buona». «Ma merda, l’hai finita?». «Secondo te? Cerca lì sotto che ho della vodka alla pesca, aprila un po’».

Il cielo si illumina, lentamente, è l’alba, sulla destra vedono il cartello con scritto Cassia Veientana, ma la Golf continua a correre. Ora ci sono più auto. Nicolas beve dalla bottiglia di vodka mentre guida. Mirko ride: «Che serata. Quelle due erano antipatiche ma almeno ci hanno fatto un po’ divertire. Io però le ho dato il numero sbagliato, non mi va di rivederla». «Fa un po’ come ti pare. Ma tuo padre poi?». «Boh, adesso sta a casa, gli hanno dato i domiciliari, ma non può tornare allo studio e neppure in consiglio comunale. Lui dice che l’hanno fregato, però le foto con quel tizio mezzo mafioso ci sono. Mi sa che con la politica ha finito». «Ma figurati, ormai i magistrati stanno sul cazzo più dei politici. Tra qualche mese se lo saranno già dimenticato l’arresto. Tornerà a fare l’avvocato come prima e magari prima o poi va anche in Parlamento. Ci siamo già rotti il cazzo degli onesti». Ridono. «A parte che mio padre è onesto. Lo hanno fregato» dice Mirko.

Ridono ancora. Nicolas alza la radio, ma la musica viene interrotta. Un giornalista parla di un’edizione straordinaria. «Ma cazzo, rompono con le notizie anche in questa radio, adesso» si agita Nicolas. La trasmissione è disturbata, la radio si sente a tratti. «…enorme esplosione…. qualcosa di molto simile a un’astronave, ma con una tecnologia sconosciuta …nel deserto in Australia …è il primo contatto nella storia dell’umanità con una differente civiltà di un alto pianeta…». «Ma che cazzo sta dicendo?», «boh, sarà un film», bevono ancora, non notano che quasi tutte le auto e i tir si sono fermati sul lato della strada, dagli abitacoli brillano i display degli smartphone e dei tablet, tutti sono seri e spaventati.

La radio riprende il segnale. «…solo la prima di molte astronavi in arrivò sulla terra, non sono pacifici, hanno già ucciso chiunque tenti di avvicinarsi. Hanno inviato un messaggio…siamo in guerra, ha detto il presidente degli Stati Uniti che ha aggiunto: ma di fronte alle loro armi non abbiamo speranze, pregate…». «Ma che cazzo fanno tutti sul lato della strada?» chiede Nicolas. Mirko ride, la testa rimbalza sul sedile, urla, apre il finestrino e getta la bottiglia di vodka. «Ciccio, siamo nella merda, finita la vodka». «Ma va’, guarda sotto il sedile, dietro».

Mirko allunga la mano e recupera un’altra bottiglia, piena, la apre e bevono ancora. La radio dice: «… un futuro di schiavitù se non la fine dell’umanità…» ma loro non l’ascoltano. Nicolas ora guida a zig zag, il raccordo è vuoto, sono tutti fermi. Mirko abbassa il finestrino e comincia a sparare in aria e ride. Nicolas: «Tieni il volante, voglio sparare anche io». Mirko gli allunga la pistola, abbassa il finestrino e anche lui spara in aria e urla. Ridono. Non hanno il tempo di vedere un’ombra che ricopre il raccordo e un raggio rosso che arriva dal cielo. La Golf esplode.