“Reti, memoria e narrazione”, il libro di Federico Meschini

31 Gennaio 2019

Capire l’evoluzione della rete e i possibili sviluppi futuri, anche in ambiti apparentemente distanti da quelli in cui siamo abituati ad osservare l’impetuosa crescita dei servizi legati alla Internet, regala sorprese e riflessioni che meritano di essere approfondite.

L’occasione è offerta dal nuovo libro Reti, memoria e narrazione, pubblicato da Sette Città. Lo ha scritto Federico Meschini, umanista digitale a tempo pieno (come lui stesso si definisce su Facebook) e da sempre collaboratore di Medioera.

Composto da tre capitoli, è una ricognizione puntuale e approfondita dello stato dell’arte della relazione fra rete, biblioteche e archivi digitali e memoria. In particolare, il primo capitolo si sofferma sul tema più generale dell’evoluzione della Internet dalla sua comparsa ad oggi attraverso l’evoluzione del codice che ne ha accompagnato la crescita. Un punto di vista, quello che mette al centro il codice, non abituale nella saggistica italiana sul tema, che conferisce al testo un ulteriore elemento di interesse oltre quelli offerti dagli argomenti prescelti dall’autore.

Osservare il codice, osservarne l’evoluzione, consente di raccontare il modificarsi della nostra relazione col mondo circostante nel corso degli ultimi trent’anni. Immaginate, tanto per rimanere nell’ambito della nostra esperienza quotidiana, quanto ha cambiato il nostro modo di osservare il mondo la possibilità di scattare foto offerta dall’evoluzione di software e hardware nel corso degli ultimi anni.

Immaginate come è cambiato il nostro modo di relazionarci inaugurato dalla diffusione della tecnologia che consente il funzionamento e l’utilizzo dei social network. Riflettete su come la scelta, consapevole o meno che sia, di sviluppare alcuni servizi rispetto ad altri orienti in maniera spesso decisiva la nostra vita. Meschini si concentra sui suoi temi d’elezione – biblioteche, archivi e memoria – e lo fa con la solita competenza e capacità di coinvolgere il lettore nella scoperta di mondi che siamo soliti pensare distanti, stimolando riflessioni che vanno molto al di là dell’ambito specialistico in cui il testo nasce. E stimolare domande vale per un libro molto più delle risposte che riesce a dare.

federico meschini

federico meschini