Svedoniosrock

28 Febbraio 2018

Trent’anni di carriera trascorsi spaziando dalla musica per i film al jazz, dal cantautorato alla sperimentazione estrema, durante i quali non sono mancate collaborazioni nazionali e internazionali di primissimo livello. Conosciamo meglio il power trio che si cela dietro il nome di Svedoniosrock.

Ripercorriamo brevemente la vostra storia, dalle origini ad oggi.
Ci siamo conosciuti alla fine degli anni ‘80 e da allora siamo ancora qui con il fuoco sacro della musica sempre acceso dentro di noi. In questi tre decenni abbiamo suonato in tanti progetti anche molto diversi tra loro e con gente diversa (senza fare nomi, però ce ne sono di famosissimi) e questo ci ha permesso sia di crescere come musicisti sia di rimanere sempre vicini.

Dopo tanti anni di attività, avete ancora una grande passione. Cosa significa per voi la musica e il fare musica in generale?
Fare musica è uguale a stare bene e noi stiamo bene quando suoniamo insieme. Questo è il collante che ci lega da sempre. Poi, sul fare musica dobbiamo dire che sono cambiate molte cose, ormai i “musicisti” pensano che con il software giusto si faccia la musica giusta. Sembra ci sia sempre meno passione e sempre più “costruzione del personaggio”, ma con la paura di essere diversi e di confrontarsi veramente con la musica, con lo studio e con gli altri musicisti. Risultato: esce fuori sempre meno la diversità e l’originalità, che ancora oggi però sono i fattori che vincono.

Cosa propone attualmente il vostro repertorio?
Attualmente il nostro repertorio si sta un po’ adattando al tempo che viviamo, ovvero si sta adattando a noi, e stiamo sperimentando come mettere insieme tutto quello che siamo diventati. Suonando tutto (dal jazz al rock al rap ecc.), perché di cose diverse ne abbiamo fatte e si tratta solo di amalgamarle bene. Anche se restiamo un rock power trio nel sangue e prendiamo i pezzi che ci piacciono e li rifacciamo a nostro piacimento, non importa il genere.

Alla luce della vostra carriera, qual è l’esperienza che ricordate con maggiore soddisfazione e quale, invece, quella di cui avreste fatto a meno?
Pensiamo di aver fatto molte belle esperienze, musicalmente parlando, e per questo le rifaremmo tutte. Quello che non faremmo oggi, per esperienza, è stare lì a pensare se qualcosa piace o no e creare aspettative su cose che non si sa mai come vanno. La musica è varia e c’è spazio per tutti, se si vuole. Quindi ci possiamo solo impegnare a dare il massimo.

Su cosa vi state concentrando al momento? Quali progetti avete per il futuro?
Quello che vorremmo fare è continuare a fare le cose come ci piacciono. Stiamo scrivendo nuova musica ma abbiamo voglia anche suonare sempre di più dal vivo con questa formazione. Visto che qui ci sentiamo a nostro agio da sempre, vorremmo passare sempre più tempo insieme a fare quel che ci fa stare bene: suonare.

Dino Manoni

 

SVEDONIOSROCK
Emanuele Ranieri: basso, voce
Gabriele Tardiolo: chitarra,cori
Roberto Forlini: batteria, cori

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