Vita con Lloyd

17 Agosto 2017

Prima o poi tutti desideriamo avere un maggiordomo che ci curi e ci dia buoni consigli. Ecco perché Simone Tempia ne ha creato uno immaginario: Lloyd.

La sua pagina Facebook Vita con Lloyd ha conquistato i cuori di 95.454 follower (dato del 18 agosto 2017). E’ l’autore stesso del libro Vita con Lloyd. I miei giorni insieme a un maggiordomo immaginario a raccontare il suo grande successo.

Come è nato Lloyd?
Veramente, è nato per caso. In seguito a una notte in cui non avevo dormito, mi alzai e scrissi questo primo dialogo che iniziava con “La notte è insonne, sir” e io “Ah, Lloyd, era da un po’ che non la vedevamo nel menù!“. La figura del maggiordomo immaginario mi ha sempre accompagnato, da quando lessi Sveglia, sir! di Jonathan Ames.

Tutti abbiamo bisogno di un maggiordomo immaginario?
Sì, anche uno reale sarebbe molto utile in alcune circostanze!

Questa figura ha qualche collegamento con il personaggio di Quel che resta del giorno?
No, ma se vogliamo collegare Lloyd a qualcuno, direi che dobbiamo puntare l’ago verso l’Overlook Hotel di Shining, dove compare questo cameriere che viene chiamato Lloyd. Comunque la letteratura mondiale è piena di figure simili a queste.

Pensi che i social abbiano influito sul successo del progetto?
Credo di sì, ma al di là del concetto del successo, perché il successo non esiste. Diciamo che il libro è stato apprezzato. Fare qualcosa che ti fa stare bene è di per sé un enorme successo. Credo di aver scritto tantissimo, perché ogni giorno sono venuto a contatto con persone che mi incoraggiano a portare avanti questo progetto.

Su Vita con Lloyd ci sono stupende vignette: quali altri media intendi sperimentare?
Tutto ciò che può rendere Lloyd per quello che è: immaginario. I fumetti e l’illustrazione sono veicoli straordinari. Mi hanno proposto anche la radio, chissà, potrebbe uscire magari una serie televisiva, anche se poi bisognerebbe dare una voce o un volto a un personaggio immaginario.

Cosa è per lei il talento?
Qualcosa che mi piacerebbe avere, perché non credo di averne. Il mio lavoro è fatto di paletti, regole, impegno e costanza. Mi sarebbe piaciuto avere del talento e invece mi sono trovato con queste mie mani che a forza di provare sono riuscite a fare qualcosa di rispettoso. Chissà, magari un giorno lo scoprirò, il mio talento…