“Il Sal8 delle 6” apre il dibattito sui luoghi della cultura

6 Aprile 2018

Pasquale Bottone, con la nuova edizione della rassegna Il Sal8 delle 6, apre ufficialmente il dibattito sui luoghi della cultura e invita a una riflessione sulla qualità e sull’originalità degli eventi, oltre che sul problema della “occupazione militare” delle piazze storiche da parte dei festival.

Quattro incontri, a partire dall’11 aprile 2018 nella Sala Regia del Comune di Viterbo (LEGGI QUI IL PROGRAMMA), con giornalisti, scrittori, professori universitari, urbanisti – spicca il nome di Paolo Berdini, ex assessore al Comune di Roma con la giunta Raggi, ospite il 3 maggio – per “mettere i puntini sulle i” sul rapporto odierno tra luoghi ed eventi culturali, o presunti tali.

Il Sal8 delle 6 mette momentaneamente da parte il filone del giornalismo d’inchiesta, quel Dark Italy sui misteri del Bel Paese che ha attirato sulla rassegna viterbese l’attenzione dei media nazionali, per dedicarsi, come già annunciato in inverno, alla questione dei luoghi della cultura. In Italia così come a Viterbo.

Stiamo assistendo – esordisce Bottone – a una sorta di ‘eventizzazione’, se così si può dire, continua e oppressiva della vita culturale italiana. Il nostro Paese è malato di ‘festivalite’ acuta: agli eventi viene dato un tono ludico e populista a discapito della qualità e vengono svuotati del loro significato culturale. Credo che le parole ‘evento’ e ‘cultura’ vadano tenute ben distinte, perché non sempre coincidono: un evento che vuole essere culturale deve avere una linea editoriale precisa e originale, una sua profondità. Serve quindi una riflessione per capire bene e valorizzare il concetto di cultura, trovando un equilibrio tra la necessità di location adeguate per il pubblico, perché comunque è normale e sacrosanto che una città ospiti eventi, e il rispetto delle piazze storiche, spesso ostruite dalle strutture dei festival“.

La già accennata occupazione militare delle piazze, come l’ha definita lo stesso Bottone, tocca da vicino Viterbo e va assolutamente superata, “perché in una città d’arte e di cultura, o aspirante tale, l’evento utilizza il luogo e lo rispetta, senza occuparlo o soffocarlo. Il mio appello si rivolge quindi a tutti gli operatori culturali di Viterbo affinché diano il via a una riflessione seria e non egoistica su come organizzare gli eventi trovando valide alternative a questa occupazione eccessiva. D’altronde, credo che questa ossessione da festival che affligge l’Italia sia destinata progressivamente a sparire, anche per una sempre maggior riduzione di fondi pubblici“.

Il giornalista e fondatore de Il Sal8 delle 6, rassegna attiva ormai da oltre un decennio, suggerisce di puntare soprattutto sull’originalità degli eventi culturali. “E’ inutile – prosegue – creare fotocopie degli eventi che si svolgono in altre città. Questo non crea turismo, se non in minima parte. Servono invece iniziative originali e uniche, in cui il visitatore viene qui perché può trovarle soltanto a Viterbo. E serve anche il coraggio di rischiare e di proporre occasioni di vero confronto e dibattito, anziché limitarsi a portare in piazza il personaggio televisivo della sera prima“.

Dall’11 aprile si parlerà quindi dei luoghi della cultura a Il Sal8 delle 6 (gli incontri successivi il 19 e 27 aprile e il 3 maggio), con la collaborazione e il sostegno del Comune di Viterbo e della Biblioteca Consorziale, quest’ultima location delle ultime edizioni ma attualmente interessata da lavori di ristrutturazione. Si va quindi alla Sala Regia, nel cuore della città, con la speranza che l’amministrazione comunale stessa – questa o quella che verrà dopo le elezioni – si adoperi per mettere intorno a un tavolo tutti gli operatori e le imprese culturali al fine di coordinare e programmare nel rispetto della città l’organizzazione dei festival e degli eventi che in ogni caso costituiscono un importantissimo patrimonio del capoluogo della Tuscia.

La necessità di tutelare le piazze storiche dagli allestimenti troppo invasivi è, infine, una delle 10 proposte di Move Magazine per la città in vista delle prossime elezioni comunali (LEGGI QUI LE 10 PROPOSTE).

Francesco Mecucci