gianni abbate teatro null

Il Teatro Null propone un podcast con “I Promessi Sposi” a puntate

29 Aprile 2020

Anche il Teatro Null – Officina Culturale I Porti della Teverina, come tutte le compagnie teatrali, ha dovuto congelare le sue attività, ma non si è fermato veramente del tutto.

Non potendo fare spettacolo dal vivo, perché la prerogativa del teatro è quella di interagire fisicamente con il pubblico, tra l’altro non si sa quando questo potrà accadere – dice il direttore artistico Gianni Abbate – allora ho pensato a quanti radiodrammi in passato abbia fatto a Radio Rai, quando ancora erano in voga, insieme agli sceneggiati televisivi che erano praticamente il teatro fatto per la televisione, cioè usando quel mezzo, con grandi registi e uno per tutti Ugo Gregoretti con il quale ho avuto il piacere di lavorare. Ma stiamo parlando di quarant’anni fa e chissà che non ci si ritorni, perché, parliamoci chiaro, portare il teatro in televisione o in streaming è un’assurdità, può andar bene come documento da archivio, ma non sostituisce lo spettacolo dal vivo“.

Da qui, l’idea dei creare un podcast del Teatro Null con contenuti da far fruire al nostro pubblico, ovvero radiodrammi, una sezione dedicata alle fiabe, una alla poesia e in seguito ci sarà anche la musica. “Ho pensato subito – prosegue Abbate – che una riduzione de ‘I Promessi Sposi’, in questo momento, sarebbe stata interessante ed efficace. l romanzo più famoso al mondo, visto con sospetto e ansia dai ragazzi che a scuola lo devono studiare, ma è anche il romanzo che oltre a rappresentare l’Italia con le sue virtù, i vizi e le contraddizioni, è capace, pur sempre, di emozionare. Altro elemento importante e di attualità, è la terribile epidemia di peste del 1630. Manzoni condannerà l’idiozia delle autorità e l’irrazionalità delle folle che sentono il bisogno di trovare un capro espiatorio nella figura immaginaria degli “untori”. Naturalmente si tratta di una riduzione e quindi ho scelto i passaggi più salienti e significativi dell’opera“.

In scena, una duplice sfida: anzitutto quella di far “sfilare” personaggi come Don Abbondio, i bravi, Don Rodrigo, Fra Cristoforo, Lucia, Renzo, l’Innominato e il popolo come figure shakespeariane, quasi ognuna dovesse duellare prima di tutto con sé stessa. “Così sono passato subito alla sua stesura per il mezzo radiofonico – spiega il regista – e poi, non potendo vedermi dal vivo con i miei collaboratori, abbiamo usato Skype sia per provare che per registrare le varie puntate. Il montaggio, con inserimento di effetti e musiche, l’ho fatto io sempre da casa”.

Collaborano a questa avventura gli attori Ennio Cuccuini e Lorenza Colombi. In tutto le puntate saranno dieci e il podcast è disponibile sulle piattaforme SPREAKER, dove è disponibile anche una fiaba di Gianni Abbate dal titolo Il virus egocentricus schizoide, e su SPOTIFY cercando Podcast Teatro Null.

Per informazioni e contatti: il Teatro Null anche al 347.7103270 – iportidellateverina.it.