Tuscia, ecco i luoghi della “Bellezza@”

4 Gennaio 2018

Sono 7 i progetti in provincia di Viterbo inseriti nella graduatoria di Bellezza@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati, il programma di Palazzo Chigi avviato nel maggio 2016 sotto la presidenza Renzi e che ha concluso la sua attività a fine dicembre 2017.

In tutta Italia sono 273 gli interventi, segnalati dai cittadini alla email bellezza@governo.it, che saranno finanziati con quasi 150 milioni di euro. Nella Tuscia, in ordine decrescente di importo, i luoghi interessati sono: Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari e attività culturali a Castiglione in Teverina (1.030.000 €), Bagnoregio (1.000.000 €), Chiesa di San Giovanni in Val di Lago a San Lorenzo Nuovo (800.000 €), Palazzo Monaldeschi della Cervara (618.573,12 €) e Torre Monaldeschi (400.000 €) a Civitella d’Agliano, Torri d’Orlando a Capranica (371.000 €), Chiesa della Madonna della Cavarella, nota come Sant’Anna, a Farnese (350.000 €). Oltre 4,5 milioni di € quindi le risorse stanziate per il Viterbese.

Vediamo quali sono questi 7 siti di interesse della Tuscia finanziati da Bellezza@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati.

Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari

Il Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari (MUVIS) di Castiglione in Teverina è uno dei musei del vino più grandi d’Europa. L’allestimento è ospitato nel vasto e articolato ex complesso produttivo dei Conti Vaselli, una grande cantina distribuita su 6 piani di cui 4 sotterranei. Accanto alle tracce materiali e immateriali del mondo contadino (strumenti, foto, racconti) e delle vicende storiche delle Cantine Vaselli (video, gigantografie e macchinari) sono raccontati gli aspetti della produzione e della tradizione vinicola della Teverina, accanto ai grandi temi di più ampio respiro culturale che l’enologia suggerisce.

Bagnoregio

Bagnoregio è indiscutibilmente il comune del Viterbese che sta ottenendo il maggior successo turistico, grazie alla valorizzazione di Civita, ufficialmente candidata a diventare patrimonio dell’umanità UNESCO. Patria di San Bonaventura, uno dei massimi teologi e filosofi del medioevo, circondata dallo spettacolare scenario della Valle dei Calanchi, la “città che muore” continua a far parlare di sé in tutto il mondo.

Chiesa di San Giovanni in Val di Lago

Non molti sanno che San Lorenzo Nuovo si chiama così perché c’è stato anche un San Lorenzo “vecchio”, che si chiamava San Lorenzo alle Grotte ed era situato più in basso del paese attuale, in prossimità del Lago di Bolsena. Fu abbandonato nel corso del ‘700 in quanto divenuto una zona paludosa e malarica e gli abitanti si trasferirono nel nuovo centro, fondato nel 1779. Le suggestive rovine della Chiesa di San Giovanni in Val di Lago sono quanto rimane dell’edificio a pianta ottagonale realizzato tra il 1563 e il 1590 su progetto di Pietro Tartarino, allievo di Sangallo il Giovane.

Palazzo e Torre Monaldeschi della Cervara

Le origini del castello di Civitella d’Agliano risalgono al 1026, quando fu edificato dai Monaldeschi della Cervara, poi distrutto nel 1322 dai guelfi orvietani e riedificato in seguito dagli Orsini. La torre domina il piccolo abitato e dalla sua sommità si può ammirare uno splendido panorama sulla valle del Tevere, sui Calanchi, sui Monti Cimini e sul Soratte. Durante la piena attività del castello venne imposta agli abitanti una curiosa regola: il divieto di gettare rifiuti nel fossato, per impedire che venisse progressivamente colmato, rendendolo così inutile.

Torri d’Orlando

Nel territorio di Capranica, sulla Cassia antica e lungo lo storico itinerario di pellegrinaggio della Via Francigena, le cosiddette Torri d’Orlando sono ruderi romani di età repubblicana, probabilmente i resti di antichi sepolcri destinati agli antichi proprietari di queste terre. Sono chiamati torri per la loro altezza (il maggiore è un tumulo cilindrico su base quadrangolare che raggiunge i quindici metri), mentre il riferimento a Orlando è dovuto a una leggenda popolare secondo cui il celebre paladino sarebbe nato in una grotta nelle vicinanze

Chiesa della Madonna della Cavarella (Sant’Anna)

La Chiesa della Madonna della Caravella di Farnese, meglio nota come Sant’Anna, è un piccolo edificio sacro campestre edificato in seguito a un’invasione di cavallette nel 1577 come ringraziamento per la fine di quell’evento così pernicioso per l’agricoltura e quindi la vita degli abitanti locali. La chiesa è caratterizzata da stucchi e misteriosi affreschi, ricchi di riferimenti alchemici ed esoterici, opera di Pompeo Pizzichelli e del pittore bolognese Antonio Maria Panico.