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I nomi più strani delle squadre di calcio italiane

2 Febbraio 2023

In tutte le categorie del calcio, dalla serie A fino ai campionati dilettantistici, scorrendo le varie classifiche non è difficile imbattersi in squadre dai nomi più strani e apparentemente misteriosi, in grado di suscitare grande curiosità.

Si va da club molto conosciuti a piccole realtà di provincia, che raramente si sono affacciate ai piani alti del mondo del pallone, ma che sono depositarie di un patrimonio di storie e tradizioni profondamente radicate nelle città e nei territori che ciascuna di esse rappresenta.

Sigle particolari, parole di lingue morte, nomi di persona: non sempre la loro comprensione è immediata. Così ci sono svariate compagini calcistiche d’Italia che costituiscono un vero e proprio “bestiario” meritevole di essere conosciuto.

Ecco allora un divertente racconto attraverso i nomi più strani delle squadre di calcio italiane, dalla massima serie in giù. Il quale è anche un sorprendente viaggio nella cultura del nostro paese, tra storia, mitologia, arte, tradizioni, paesaggio.

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Tifosi della S.P.A.L. / Foto tratta da Calcionews24.com

Nomi più strani delle squadre di calcio: tra mito e lingue morte

Atalanta, per cominciare. Perché la squadra di Bergamo si chiama così? C’è da conoscere un po’ la mitologia greca, dal momento che la cultura classica ha influenzato la nascita di tanti club italiani tra ‘800 e ‘900 (Juventus, Hellas Verona). Atalanta è un’eroina, quindi non esattamente una Dea, appellativo con cui spesso ci si riferisce al team nerazzurro. Una cacciatrice provetta, allevata da un gruppo di cacciatori dopo essere stata abbandonata nei boschi dal padre, che desiderava un maschio.

La Sampdoria, invece, è il risultato della crasi tra due squadre genovesi che si unirono nel 1946: la Sampierdarenese (del quartiere di Sampierdarena) e l’Andrea Doria, che portava il nome del celebre ammiraglio vissuto tra ‘400 e ‘500. A Ferrara gioca la S.P.A.L. (ufficialmente si scrive con i puntini), che è un acronimo: Società Polisportiva Ars et Labor, nata nel 1907 come circolo culturale-religioso e presto dedito allo sport.

Sempre al latino si rifà la Pro Patria di Busto Arsizio (VA), nata come Pro Patria et Libertate nel 1919. Il Derthona, invece, riprende l’antico nome di Tortona (AL). E allo stesso modo il Tritium è la squadra di Trezzo sull’Adda (MI). I siciliani dell’Akragas recano il nome dell’antenata greca di Agrigento e il Nissa è la portacolori di Caltanissetta. In Sardegna ecco la Tharros di Oristano, da un sito archeologico della zona.

Ancora per gli amanti del latino, troviamo la Fortis Juventus (“Gioventù forte”) di Borgo San Lorenzo (FI); la Viribus Unitis (“Con le forze unite”) di Somma Vesuviana (NA); la Turris (“Torre”) di Torre del Greco (da non confondere con la Torres di Sassari); e la Gladiator di Santa Maria Capua Vetere (CE), dove esisteva uno dei più grandi anfiteatri romani.

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Le rovine di Tharros (OR) / Foto: Simon.zfn – Wikipedia

Nomi più strani delle squadre di calcio: tra storia e paesaggio

Questo viaggio attraverso i nomi più strani delle squadre di calcio tocca ogni possibile ambito locale. Non scervellarti, ad esempio, a cercare la città dove gioca la Pergolettese: è la squadra di Crema (CR) – infatti per un periodo si è chiamata Pergocrema – e prende il nome dall’osteria Il Pergoletto, presso cui venne fondata nel 1932. Il Latte Dolce, invece, non c’entra niente con il cibo, ma è il club dell’omonimo quartiere di Sassari, così denominato dal santuario di Nostra Signora del Latte Dolce.

C’è persino una squadra il cui nome è in dialetto: Cjarlins Muzane, espressione di due paesi della provincia di Udine, Carlino e Muzzana del Turgnano, mentre la Clivense è il team di Verona nato in sostituzione del glorioso e fallito Chievo. La Rondinella Marzocco è la storica seconda squadra di Firenze, che ha per simboli appunto una rondine e un marzocco, cioè un leone medioevale emblema del potere popolare.

Vari club fanno riferimento a un elemento naturale o antropico del paesaggio: l’Entella è il fiume di Chiavari (GE); il Nestor quello di Marsciano (PG); Gelbison non è il nome di una compagnia elettrica, ma del monte di Vallo della Lucania (SA); la Flaminia è la squadra di Civita Castellana (VT), dall’antica strada consolare che attraversa la cittadina.

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Il monte Gelbison (SA) / foto: Nico86roma – Wikipedia CC BY-SA 3.0

Nomi più strani delle squadre di calcio: fusioni, aziende e personaggi

Le fusioni sono frequenti nel calcio. Così l’AlbinoLeffe è il risultato dell’accorpamento dell’Albinese di Albino e del Leffe, due centri del bergamasco; nel Lazio il Cinthyalbalonga ha unito Cinthya (l’antica Genzano) e Albalonga (mitico nome di Albano); nel bresciano, la Feralpisalò è nata dalla fusione tra il Salò, appunto, e la Feralpi di Lonato del Garda. Feralpi è un’azienda siderurgica: sono rari nel calcio gli abbinamenti commerciali (è il caso del Lanerossi Vicenza).

In provincia di Pisa, l’industria del cuoio, importante tradizione in quell’area della Toscana, ha dato il nome a ben due società di calcio: la Tuttocuoio di San Miniato e la Cuoiopelli di Santa Croce sull’Arno: si faranno la pelle, in un eventuale derby?

A proposito di fusioni, un club della Valle d’Aosta riunisce ben cinque paesi e allora l’hanno chiamato con una sigla che sembra un titolo di studio: PDHAE, che sta per Pont Donnaz Hône Arnad Evançon. Poi c’è l’Albanova di Casal di Principe (CE), così detta dal nome dell’ex comune esistito dal 1928 al 1946, voluto da Mussolini per unificare, in segno di speranza, Casal di Principe e San Cipriano d’Aversa. Finito il regime, la criminalità organizzata “spinse” per una nuova separazione tra le due cittadine.

Succede poi che certe squadre siano intitolate a un personaggio: è il caso della Giana Erminio di Gorgonzola (MI): Erminio Giana era un soldato caduto nella prima guerra mondiale. A Lugo di Romagna il Baracca Lugo, club scomparso, rendeva omaggio all’aviatore Francesco Baracca. Il Fanfulla di Lodi porta il nome del grande condottiero rinascimentale.

Infine, due città hanno appellato la propria rappresentante calcistica in onore di due grandi artisti italiani nativi dei rispettivi luoghi: il Giorgione di Castelfranco Veneto (TV) e la Sansovino di Monte San Savino (AR). Perché a volte, alla fine, per dare il nome a una squadra c’è anche bisogno di creatività.

Prima foto in alto tratta da Seried24.com