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“Il Borgo Fantasma di Celleno”, un progetto per la rinascita

16 Gennaio 2018

Un plastico interattivo che racconta storia e peculiarità di Celleno, un immagine coordinata con logo, pannelli espositivi e brochure pieghevole e un incremento della formula dell’ospitalità diffusa, oltre a una ripulitura di tutta l’area e alla prosecuzione degli studi archeologici, storici e geofisici per approfondire sempre di più la conoscenza del luogo.

Sono questi i dati salienti del progetto di recupero e valorizzazione turistica dal titolo Il Borgo Fantasma di Celleno, presentato in un incontro a Viterbo presso lo Spazio Attivo a Valle Faul. Promosso da Comune di Celleno, dalla startup Hubstract – Made For Art e dall’Università della Tuscia e sostenuta dalla Regione Lazio e Lazio Innova (per la quale è intervenuto il presidente Stefano Fantacone, insieme al consigliere regionale Enrico Panunzi), il progetto punta fortemente sull’innovazione, sulla ricerca storica e sull’analisi scientifica per conoscere, raccontare e valorizzare l’antico borgo della Teverina, per troppo tempo abbandonato e addirittura vittima di una sorta di damnatio memoriae in seguito allo sgombero del 1951, quando gli abitanti vennero definitivamente trasferiti nella parte moderna del paese che era iniziata a sorgere negli anni ’30.

Negli ultimi anni – ha esordito il sindaco di Celleno, Marco Bianchiil Comune ha aumentato l’attenzione verso il centro storico di Celleno, intervenendo sia sul recupero edilizio sia sulla memoria storica, realizzando oltre 30 ore di interviste agli anziani del posto. A ciò abbiamo aggiunto le convenzioni con la Soprintendenza e con l’Università della Tuscia per uno studio più approfondito possibile del borgo. Con questo progetto puntiamo ora a creare un valore per quel turismo che si rivolge ai borghi e che, sull’onda di Civita di Bagnoregio, sta interessando anche Celleno, senza dimenticare però l’importanza che può rivestire per la comunità locale, eliminando quel doloroso distacco che si ebbe settant’anni fa“.

Il Borgo Fantasma di Celleno presentazione

Luigi Vetrani di Hubstract – Made For Art illustra il progetto “Il Borgo Fantasma di Celleno”.

Fulcro del progetto è il plastico interattivo realizzato da Hubstract – Made For Art, in scala 1:100 e dalle dimensioni in metri di 3 x 1,40 x 0,50, che fornirà al turista, attraverso la tecnologia della realtà aumentata, un racconto di storia e curiosità di Celleno e mostrerà le differenze tra com’era una volta e come è oggi. Il personaggio narrante è Giovanni Gatti, vissuto nel ‘400, ultimo esponente di un’importante famiglia viterbese che venne assassinato proprio a Celleno dagli emissari del papa Alessandro VI. “Il borgo vecchio, cuore di Celleno – spiega Luigi Vetrani, direttore creativo di Hubstract – Made For Art – si racconta attraverso il rapporto tra luoghi e persone. Quindi al plastico ‘fisico’ si aggiungono almeno tre aspetti immateriali: storico, inclusivo, parlante. I contenuti digitali narrano la storia, lo spopolamento, la rinascita attraverso l’arte di Enrico Castellani che acquistò e recuperò il castello e infine il ritorno all’origine etrusca, documentata dalle indagini dell’Università della Tuscia“. Il plastico  progettato per offrire una esperienza sensoriale anche a ipovedenti e non vedenti.

A tal proposito è intervenuto il ricercatore Giuseppe Romagnoli, che insieme a Lavinia Piermartini e Saveli Kisliuk (collaboratori del Laboratorio Fotografico e di Documentazione grafica e fotografica del DISTU), ha riassunto gli studi scientifici effettuati su Celleno attraverso rilievi topografici e fotogrammetrici effettuati anche con il drone, sondaggi di scavo e studi sui reperti ceramici, i quali ne hanno attestato non solo l’origine medioevale (la chiesa di San Donato risale alla seconda metà del ‘200) ma anche l’esistenza di un insediamento tardo-etrusco (IV-III secolo a.C.) in posizione strategica per il controllo della valle del Tevere. Dallo studio del Catasto Gregoriano del 1876, che è servito di base per il plastico interattivo, è stato inoltre possibile risalire alle effettive dimensioni di Celleno nei secoli passati, molto più estese rispetto alla situazione attuale. L’abbandono era iniziato già nella metà del ‘700 in seguito a crolli, data la friabilità del costone tufaceo su cui sorge, un tratto tipico dei paesi della Teverina.

Celleno

Foto: Stefano Valeri / Shutterstock.com

Altri significativi interventi quelli dell’architetto Massimo Fordini Sonni, che ha ricordato l’importanza dell’artista Enrico Castellani recentemente scomparso e ha auspicato interventi in tempi brevi per scongiurare il definitivo crollo di Celleno vecchio, e di Saverio Senni dell’Università della Tuscia, cellenese, che ha lanciato l’idea di un Ecomuseo delle Ciliegie di Celleno e secondo cui “un vero recupero di Celleno può avvenire soltanto in un’ottica più ampia, non solo per avere più turisti ma per rigenerare una dimensione comunitaria, in una logica di buona economia e di sviluppo rurale. Celleno deve essere un luogo polivalente, in cui trovano posto gli aspetti storici, culturali, socio-economici e perfino goliardici, con la Sagra delle Ciliegie e la gara di sputo del nocciolo per cui c’è il progetto di uno ‘sputodromo’, un qualcosa di unico al mondo”.

Durante l’incontro è stato proiettato un video con riprese a Celleno effettuate con il drone, grazie all’impegno volontario di Mauro Sciambi, che hanno mostrato in maniera altamente suggestiva la conformazione di questo borgo e inoltre è stato illustrato il logo del progetto Il Borgo Fantasma di Celleno, che coniuga tre elementi peculiari del paese: il castello, l’Arpia simbolo locale e la ciliegia. L’immagine coordinata prevede anche pannelli illustrativi, un pieghevole, vetrofanie per locali ed esercizi pubblici del paese e il sito web www.ilborgofantasmadicelleno.it ancora in costruzione.

Con il progetto Il Borgo Fantasma di Celleno, si intende quindi far conoscere e valorizzare il centro storico, le tradizioni, i prodotti tipici locali e lanciare un progetto di ospitalità diffusa per la valorizzazione del patrimonio abitativo come forma di turismo sostenibile. Il tutto all’insegna della qualità e dell’innovazione: due aspetti, purtroppo, che non si possono mai dare per scontati. Celleno diventerà una nuova Civita di Bagnoregio?

Francesco Mecucci

 

celleno vecchio